Il Fu Mattia Pascal: Una Nuova Condizione Esistenziale
Il ritorno a Miragno è traumatico: tutti lo guardano come un fantasma. Mattia scopre che Romilda ha ritrovato bellezza e serenità con Pomino, mentre lui non può più reclamare la sua vita precedente. Rinuncia alla vendetta e si trasferisce dalla zia Scolastica.
La frase conclusiva "Io sono il fu Mattia Pascal" definisce la sua nuova condizione: non è più vivo socialmente, ma nemmeno completamente morto. È diventato una "maschera nuda" che si limita a osservare gli altri vivere.
I simboli principali del romanzo sono chiari: la biblioteca rappresenta la gabbia esistenziale, il treno il cambiamento e la fuga, la lanterna la ricerca di senso. Il tema del doppio emerge ovunque: Mattia/Adriano, le due seduzioni, i due suicidi fingiti, le due morti.
Callout: Il romanzo dimostra che l'identità è una necessità sociale: senza di essa non si può vivere autenticamente nella comunità umana.
La morale finale è amaramente realistica: non si può sfuggire al "gioco della vita" senza cadere in una solitudine senza speranza. Mattia ha imparato a sue spese che la vera libertà non sta nel fuggire dalle responsabilità, ma nell'accettare la propria condizione e cercare di migliorarla dall'interno.
Il romanzo rimane attualissimo perché descrive la crisi dell'uomo contemporaneo, sempre in cerca di una fuga che si rivela illusoria.