Capitolo VIII: Il matrimonio fallito e la fuga
La notte dell'8 novembre si svolge una scena comica e drammatica insieme. Renzo, Lucia, Agnese, Tonio e Gervaso entrano di nascosto in casa di don Abbondio per il matrimonio a sorpresa. Quando Renzo pronuncia la formula, don Abbondio getta il tappeto in testa a Lucia impedendole di rispondere, spegne la lampada e scappa urlando aiuto.
Il caos è totale: il sagrestano suona le campane, tutto il paese si sveglia, mentre i bravi arrivano contemporaneamente per rapire Lucia ma trovano casa vuota. Il piano fallisce completamente.
Fra Cristoforo aveva previsto il pericolo e organizzato la fuga: le donne andranno al convento di Monza, Renzo a Milano. La traversata notturna del lago è uno dei momenti più poetici del romanzo: Lucia guarda per l'ultima volta i suoi monti, la sua casa, il fico del cortile, e piange nascostamente.
Momento poetico: L'addio di Lucia ai suoi monti è considerato una delle pagine più belle della letteratura italiana.