Metodi opposti per comprendere la realtà
La differenza più affascinante tra questi due pensatori riguarda il loro rapporto con la storia. Machiavelli è un fan della storia antica - usa un metodo induttivo che parte dai fatti del passato per trovare soluzioni universali. Per lui vale il principio "historia magistra vitae" (la storia è maestra di vita).
Guicciardini ribalta completamente questa prospettiva. Usa un metodo deduttivo e conia il termine "discrezione" per sottolineare che ogni situazione è unica. La storia romana? Per lui è inutile, perché il passato non può insegnarci nulla sul presente.
Anche sulla natura umana non si trovano d'accordo. Machiavelli ha una visione super pessimista: gli uomini sono fondamentalmente malvagi e si può trattare con loro solo usando la forza. Guicciardini è più ottimista - crede che le persone tendano naturalmente al bene, anche se spesso sbagliano per fragilità.
Il rapporto virtù-fortuna è l'ultimo grande scontro ideologico. Machiavelli pensa che con le giuste virtù si possa dominare la fortuna (famosa la sua metafora della fortuna come donna da conquistare). Guicciardini invece crede che il caso domini tutto e che le virtù umane contino poco.
💡 Da ricordare: Questi due approcci opposti rappresentano ancora oggi due modi diversi di fare politica e di interpretare la realtà!