La libertà letteraria e il romanzo
La libertà letteraria significa finalmente liberarsi dalle regole rigide della tradizione classicista. Via gli schemi fissi, benvenuta la creatività! Nasce così il letterato borghese e si afferma il romanzo, il genere più libero di tutti.
Il romanzo è perfetto per la borghesia: può essere scritto in lingua alta o popolare, può essere filosofico, sentimentale, storico. È facile da leggere anche per chi non ha una formazione classica, perfetto per il tempo libero della nuova classe sociale emergente.
I presupposti filosofici cambiano tutto: se prima si pensava che la storia fosse ciclica, ora con Herder e Hegel si scopre che ha un progresso lineare. C'è una dialettica drammatica tra finito e infinito, tra "io" e "non io", che crea la tensione tipicamente romantica.
Schopenhauer (e anche Leopardi, senza conoscerlo!) arriva a una conclusione importante: solo l'arte può liberarci da questa contraddizione esistenziale, rendendo eterno un pensiero che altrimenti resterebbe prigioniero della materia.
💡 Collegamento: In Italia avremo due giganti romantici diversissimi: Manzoni (romanticismo storico) e Leopardi (romanticismo lirico e filosofico).