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826
•
Aggiornato Mar 16, 2026
•
Federica Magrì
@federicamagr_qvxj
Il Romanticismo nasce in Germania nel 1798 e arriva in... Mostra di più











Il Romanticismo non nasce dal nulla: già durante l'Illuminismo c'erano segnali come la poesia cimiteriale e lo Sturm und Drang tedesco. La data del 1798 è simbolica, quando esce la rivista "Atenaum" in Germania.
Ogni paese europeo vive il Romanticismo in tempi diversi. In Francia arriva tra il 1810-1813 con l'articolo di Madame de Stael "de l'Allemagne", mentre in Italia dobbiamo aspettare il 1816. È proprio in quest'anno che nasce il famoso dibattito tra classicisti e romantici italiani.
Il protagonista assoluto di questo movimento è la borghesia, che ha conquistato il potere economico e politico con la Rivoluzione Francese. Però attenzione: non tutti i paesi europei sono allo stesso livello. L'Inghilterra ha già la rivoluzione industriale, la Francia è avanzata, la Germania si sta sviluppando, mentre l'Italia è ancora molto arretrata.
💡 Ricorda: In Italia manca quasi completamente lo sviluppo industriale, soprattutto al Sud dove domina ancora il sistema feudale dei latifondi.

La libertà è il cuore pulsante del Romanticismo e si declina in tanti modi diversi. Per i francesi significa libertà economica (poter fare impresa senza tasse assurde), mentre per tedeschi e italiani diventa sinonimo di liberazione dallo straniero e unificazione nazionale.
Il concetto di patria non è una novità assoluta, ma ora diventa centrale. I romantici guardano alle proprie radici nazionali, valorizzando le tradizioni popolari invece di imitare sempre i classici greco-latini. Pensate al successo dei Canti di Ossian!
Il popolo diventa il vero protagonista della storia, non più solo i grandi personaggi. Nasce così il romanticismo storico, che però si divide in due filoni opposti: quello reazionario (che esalta il Medioevo cristiano) e quello liberale (che punta sulla partecipazione popolare alle rivoluzioni).
💡 Curiosità: Gli intellettuali italiani si rendono conto che devono educare il popolo per convincerlo a partecipare ai moti risorgimentali. Senza questa educazione, le rivoluzioni falliscono!

La libertà letteraria significa finalmente liberarsi dalle regole rigide della tradizione classicista. Via gli schemi fissi, benvenuta la creatività! Nasce così il letterato borghese e si afferma il romanzo, il genere più libero di tutti.
Il romanzo è perfetto per la borghesia: può essere scritto in lingua alta o popolare, può essere filosofico, sentimentale, storico. È facile da leggere anche per chi non ha una formazione classica, perfetto per il tempo libero della nuova classe sociale emergente.
I presupposti filosofici cambiano tutto: se prima si pensava che la storia fosse ciclica, ora con Herder e Hegel si scopre che ha un progresso lineare. C'è una dialettica drammatica tra finito e infinito, tra "io" e "non io", che crea la tensione tipicamente romantica.
Schopenhauer (e anche Leopardi, senza conoscerlo!) arriva a una conclusione importante: solo l'arte può liberarci da questa contraddizione esistenziale, rendendo eterno un pensiero che altrimenti resterebbe prigioniero della materia.
💡 Collegamento: In Italia avremo due giganti romantici diversissimi: Manzoni (romanticismo storico) e Leopardi (romanticismo lirico e filosofico).

L'Italia ha una situazione particolare: manca una vera borghesia, l'economia è arretrata, e soprattutto c'è l'urgenza politica di unificare il paese liberandosi dagli austriaci. Il Romanticismo italiano nasce più tardi e finisce quando in Francia c'è già il Naturalismo!
La scintilla scatta nel 1816 con l'articolo di Madame de Stael "Sulla maniera e utilità delle traduzioni". Lei attacca duramente gli intellettuali italiani, accusandoli di essere troppo attaccati al passato classico. È una provocazione che funziona!
La risposta italiana è immediata e multipla. Ludovico di Breme chiede di abbandonare la mitologia classica, Pietro Borsieri insiste sulla contemporaneità, ma il più importante è Giovanni Berchet con la sua "Lettera semiseria di Crisostomo al suo figliuolo".
Berchet fa una mossa geniale: individua il pubblico ideale per la letteratura moderna. Non i "parigini" (troppo raffinati) né gli "ottentotti" (troppo rozzi), ma il "popolo" - quella borghesia che in Italia ancora non esiste davvero ma che ha voglia di crescere culturalmente.
💡 Strategia: Tutti concordano su una cosa: serve una letteratura più moderna che parli alle esigenze della nazione. Nascerà così "Il Conciliatore" (1818-1819).

Manzoni è il vero rivoluzionario della letteratura italiana. Nel 1810 si converte al cristianesimo giansenista e cambia completamente modo di scrivere. Abbandona la mitologia classica e sceglie una strada che nessuno aveva mai osato: il romanzo.
La "Lettera sul Romanticismo" a Cesare d'Azeglio è il suo manifesto teorico. Manzoni spiega che la letteratura deve avere "il vero per oggetto, l'interessante per mezzo, l'utile per scopo". Tradotto: deve insegnare qualcosa di vero, in modo coinvolgente, per migliorare la società.
"I Promessi Sposi" è una scelta rivoluzionaria criticatissima dai contemporanei. Manzoni sceglie il romanzo storico (come Walter Scott), ma con una differenza fondamentale: i protagonisti non sono nobili ma umili. Racconta il Seicento spagnolo per parlare dell'Ottocento austriaco.
La questione linguistica è fondamentale: dalle tre edizioni (1821-1827-1840), Manzoni arriva a creare quello che diventerà l'italiano moderno. Elimina latinismi, francesismi e dialettismi per una lingua più accessibile al popolo che vuole educare.
💡 Attenzione: Manzoni è un riformista moderato, non un rivoluzionario. Condanna la violenza popolare e crede nelle riforme graduali guidate dagli intellettuali.

Giacomo Leopardi nasce nel 1798 a Recanati, in una famiglia nobile ma economicamente in difficoltà. Il padre Monaldo è affettuoso e colto, la madre Adelaide è descritta come una donna resa dura dall'educazione religiosa superstiziosa. La loro biblioteca di 15.000 volumi sarà la finestra di Leopardi sul mondo.
Nel 1818 scrive il "Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica", schierandosi con i classici. Ma attenzione: il suo non è classicismo tradizionale! Leopardi distingue tra cose eterne (i grandi temi esistenziali) e cose transitorie (la cronaca contemporanea).
In realtà Leopardi è romanticissimo senza saperlo: interiorizza il paesaggio, sente la precarietà dell'esistenza, cerca nell'arte una risposta ai problemi esistenziali. La sua opposizione ai romantici nasce da un equivoco: confonde il "vero storico" di Manzoni con il realismo.
Gli anni 1809-1815 sono cruciali: "sette anni di studio matto e disperatissimo" che lo rendono autodidatta in tutto. Nel 1816 avviene la svolta: "dall'erudizione al bello". Scopre che studiare può dare gioia, non solo conoscenza.
💡 Tragedia personale: La malattia (probabilmente spondilite anchilosante) si manifesta proprio in questi anni, ma invece di fermarlo accelera la sua riflessione filosofica.

La prima fase del pensiero leopardiano (1816-1818) ruota attorno al binomio natura-ragione. La natura è positiva perché dona l'immaginazione, la ragione è negativa perché svela la verità dolorosa: che tutto finisce. È l'età della fanciullezza contro l'età adulta, le civiltà antiche contro quelle moderne.
In questi anni scrive i "Piccoli Idilli" (tra cui "L'Infinito"), dove sperimenta l'interiorizzazione del paesaggio. Parte da un dato visivo o uditivo che diventa pretesto per una riflessione esistenziale. È il tema della rimembranza: usare la memoria per ricreare l'illusione poetica.
Le "Canzoni civili" mostrano un Leopardi ancora fiducioso nel ruolo sociale dell'intellettuale, mentre le "Canzoni del suicidio" (Bruto Minore, Saffo) introducono i primi dubbi. Saffo soprattutto rivela la contraddizione crudele: la natura ci dà il desiderio ma ci nega i mezzi per soddisfarlo.
I Canti raccolgono tutta la produzione poetica leopardiana in 41 testi. Il titolo sottolinea la musicalità: Leopardi usa versi liberi, alterna settenari ed endecasillabi senza schemi fissi. È libertà metrica oltre che tematica.
💡 Tecnica poetica: Leopardi usa un lessico dell'indefinito, sintagmi particolari , gerundi per azioni continuate. Tutto per creare l'effetto dell'infinito.

Tra 1819-1823 Leopardi matura il pessimismo cosmico. Non è depressione personale, ma filosofia esistenziale: la vita è casualità, fenomeno fisico-meccanico. "Sento che sono il corpo e ragiono con la materia". Nessun dio, nessun fine, solo materia.
Ora i termini si invertono: la natura diventa matrigna (ci crea con desiderio infinito ma corpo finito), la ragione diventa positiva (ci dà consapevolezza e dignità). L'infelicità non è accidentale ma strutturale della condizione umana.
La noia è un concetto chiave: per Leopardi significa "consapevolezza di vedersi vivere ed estraneità alla vita". È negativa perché ci fa soffrire, ma positiva perché ci distingue dagli animali e ci dà dignità.
Le "Operette Morali" (1823-1828) sono 24 dialoghi in prosa dove Leopardi espone la sua filosofia con ironia feroce. Dalla "Storia del genere umano" al "Dialogo della Natura e di un Islandese", fino al "Dialogo di Tristano e un amico". Critica l'ottimismo del suo tempo smascherandone le illusioni.
💡 Evoluzione: In questa fase Leopardi non scrive più poesia perché è l'età della ragione pura, della filosofia. La poesia tornerà dopo, nei Canti pisano-recanatesi.

Nel 1825 Leopardi finalmente lascia Recanati per Milano, cercando l'indipendenza economica. L'editore Stella gli offre progetti editoriali, ma le cattedre universitarie (in Italia e Germania) le rifiuta per motivi di salute. Il viaggio in carrozza è già un'impresa dolorosa.
A Firenze entra nel circolo dell'Antologia di Vieusseux, incontra Manzoni e altri intellettuali. Ma è un ambiente cattolico-moderato dove la sua filosofia materialista non è compresa. Qui sviluppa la teoria della felicità come condizione ontologica: siamo fatti per desiderare l'infinito ma condannati al finito.
Il soggiorno pisano (1828) è miracoloso: il clima migliore gli permette di riprendere a scrivere poesia. Nascono i "Canti pisano-recanatesi", capolavori come "A Silvia", "Le ricordanze", "Il sabato del villaggio". È il periodo della sua massima creatività poetica.
L'ultimo periodo napoletano (1833-1837) è segnato dall'amicizia ambigua con Antonio Ranieri. Vive in povertà estrema (è pur sempre figlio di un conte!), la madre rifiuta di aiutarlo, solo il padre gli manda denaro di nascosto. Muore nel 1837 a soli 39 anni.
💡 Mistero finale: Non sappiamo nemmeno come sia morto davvero (arresto cardiaco? colera?) né dove sia sepolto esattamente. Il femore trovato nella presunta tomba è troppo lungo per essere il suo.

Leopardi arriva alle stesse conclusioni di Schopenhauer senza conoscerlo: la vita è "cieca e irrazionale volontà di vivere", solo l'arte può salvarci da questa condizione. Ma a differenza del filosofo tedesco, Leopardi "pensa come essere umano e sociale", non come filosofo di professione.
Il tema della rimembranza attraversa tutti i Canti: è la tecnica per recuperare in età adulta la capacità immaginativa dell'infanzia. Leopardi usa verbi del ricordo, lessico dell'indefinito, sintagmi originali, figure retoriche che accentuano l'indeterminatezza.
Nei dialoghi delle Operette Leopardi smonta pezzo per pezzo l'ottimismo del suo tempo. Il "Dialogo della Natura e di un Islandese" è emblematico: l'uomo fugge la natura matrigna ma la incontra ovunque. Non c'è scampo, solo consapevolezza.
La grandezza di Leopardi sta nel trasformare il dolore personale in riflessione universale. La sua malattia terribile diventa acceleratore filosofico per comprendere la condizione umana. Non autocommiserazione ma analisi lucida dell'esistenza.
💡 Eredità immortale: Leopardi crea la poesia moderna italiana, inventa una lingua poetica nuova, anticipa temi dell'esistenzialismo novecentesco. Un genio che in soli 39 anni ha cambiato la letteratura per sempre.
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Federica Magrì
@federicamagr_qvxj
Il Romanticismo nasce in Germania nel 1798 e arriva in Italia nel 1816 grazie all'articolo di Madame de Stael. È un movimento che coinvolge tutta l'Europa, esprimendo le idee della borghesia emergente attraverso concetti chiave come libertà, patria e popolo.

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Il Romanticismo non nasce dal nulla: già durante l'Illuminismo c'erano segnali come la poesia cimiteriale e lo Sturm und Drang tedesco. La data del 1798 è simbolica, quando esce la rivista "Atenaum" in Germania.
Ogni paese europeo vive il Romanticismo in tempi diversi. In Francia arriva tra il 1810-1813 con l'articolo di Madame de Stael "de l'Allemagne", mentre in Italia dobbiamo aspettare il 1816. È proprio in quest'anno che nasce il famoso dibattito tra classicisti e romantici italiani.
Il protagonista assoluto di questo movimento è la borghesia, che ha conquistato il potere economico e politico con la Rivoluzione Francese. Però attenzione: non tutti i paesi europei sono allo stesso livello. L'Inghilterra ha già la rivoluzione industriale, la Francia è avanzata, la Germania si sta sviluppando, mentre l'Italia è ancora molto arretrata.
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La libertà è il cuore pulsante del Romanticismo e si declina in tanti modi diversi. Per i francesi significa libertà economica (poter fare impresa senza tasse assurde), mentre per tedeschi e italiani diventa sinonimo di liberazione dallo straniero e unificazione nazionale.
Il concetto di patria non è una novità assoluta, ma ora diventa centrale. I romantici guardano alle proprie radici nazionali, valorizzando le tradizioni popolari invece di imitare sempre i classici greco-latini. Pensate al successo dei Canti di Ossian!
Il popolo diventa il vero protagonista della storia, non più solo i grandi personaggi. Nasce così il romanticismo storico, che però si divide in due filoni opposti: quello reazionario (che esalta il Medioevo cristiano) e quello liberale (che punta sulla partecipazione popolare alle rivoluzioni).
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La libertà letteraria significa finalmente liberarsi dalle regole rigide della tradizione classicista. Via gli schemi fissi, benvenuta la creatività! Nasce così il letterato borghese e si afferma il romanzo, il genere più libero di tutti.
Il romanzo è perfetto per la borghesia: può essere scritto in lingua alta o popolare, può essere filosofico, sentimentale, storico. È facile da leggere anche per chi non ha una formazione classica, perfetto per il tempo libero della nuova classe sociale emergente.
I presupposti filosofici cambiano tutto: se prima si pensava che la storia fosse ciclica, ora con Herder e Hegel si scopre che ha un progresso lineare. C'è una dialettica drammatica tra finito e infinito, tra "io" e "non io", che crea la tensione tipicamente romantica.
Schopenhauer (e anche Leopardi, senza conoscerlo!) arriva a una conclusione importante: solo l'arte può liberarci da questa contraddizione esistenziale, rendendo eterno un pensiero che altrimenti resterebbe prigioniero della materia.
💡 Collegamento: In Italia avremo due giganti romantici diversissimi: Manzoni (romanticismo storico) e Leopardi (romanticismo lirico e filosofico).

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L'Italia ha una situazione particolare: manca una vera borghesia, l'economia è arretrata, e soprattutto c'è l'urgenza politica di unificare il paese liberandosi dagli austriaci. Il Romanticismo italiano nasce più tardi e finisce quando in Francia c'è già il Naturalismo!
La scintilla scatta nel 1816 con l'articolo di Madame de Stael "Sulla maniera e utilità delle traduzioni". Lei attacca duramente gli intellettuali italiani, accusandoli di essere troppo attaccati al passato classico. È una provocazione che funziona!
La risposta italiana è immediata e multipla. Ludovico di Breme chiede di abbandonare la mitologia classica, Pietro Borsieri insiste sulla contemporaneità, ma il più importante è Giovanni Berchet con la sua "Lettera semiseria di Crisostomo al suo figliuolo".
Berchet fa una mossa geniale: individua il pubblico ideale per la letteratura moderna. Non i "parigini" (troppo raffinati) né gli "ottentotti" (troppo rozzi), ma il "popolo" - quella borghesia che in Italia ancora non esiste davvero ma che ha voglia di crescere culturalmente.
💡 Strategia: Tutti concordano su una cosa: serve una letteratura più moderna che parli alle esigenze della nazione. Nascerà così "Il Conciliatore" (1818-1819).

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Manzoni è il vero rivoluzionario della letteratura italiana. Nel 1810 si converte al cristianesimo giansenista e cambia completamente modo di scrivere. Abbandona la mitologia classica e sceglie una strada che nessuno aveva mai osato: il romanzo.
La "Lettera sul Romanticismo" a Cesare d'Azeglio è il suo manifesto teorico. Manzoni spiega che la letteratura deve avere "il vero per oggetto, l'interessante per mezzo, l'utile per scopo". Tradotto: deve insegnare qualcosa di vero, in modo coinvolgente, per migliorare la società.
"I Promessi Sposi" è una scelta rivoluzionaria criticatissima dai contemporanei. Manzoni sceglie il romanzo storico (come Walter Scott), ma con una differenza fondamentale: i protagonisti non sono nobili ma umili. Racconta il Seicento spagnolo per parlare dell'Ottocento austriaco.
La questione linguistica è fondamentale: dalle tre edizioni (1821-1827-1840), Manzoni arriva a creare quello che diventerà l'italiano moderno. Elimina latinismi, francesismi e dialettismi per una lingua più accessibile al popolo che vuole educare.
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Giacomo Leopardi nasce nel 1798 a Recanati, in una famiglia nobile ma economicamente in difficoltà. Il padre Monaldo è affettuoso e colto, la madre Adelaide è descritta come una donna resa dura dall'educazione religiosa superstiziosa. La loro biblioteca di 15.000 volumi sarà la finestra di Leopardi sul mondo.
Nel 1818 scrive il "Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica", schierandosi con i classici. Ma attenzione: il suo non è classicismo tradizionale! Leopardi distingue tra cose eterne (i grandi temi esistenziali) e cose transitorie (la cronaca contemporanea).
In realtà Leopardi è romanticissimo senza saperlo: interiorizza il paesaggio, sente la precarietà dell'esistenza, cerca nell'arte una risposta ai problemi esistenziali. La sua opposizione ai romantici nasce da un equivoco: confonde il "vero storico" di Manzoni con il realismo.
Gli anni 1809-1815 sono cruciali: "sette anni di studio matto e disperatissimo" che lo rendono autodidatta in tutto. Nel 1816 avviene la svolta: "dall'erudizione al bello". Scopre che studiare può dare gioia, non solo conoscenza.
💡 Tragedia personale: La malattia (probabilmente spondilite anchilosante) si manifesta proprio in questi anni, ma invece di fermarlo accelera la sua riflessione filosofica.

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La prima fase del pensiero leopardiano (1816-1818) ruota attorno al binomio natura-ragione. La natura è positiva perché dona l'immaginazione, la ragione è negativa perché svela la verità dolorosa: che tutto finisce. È l'età della fanciullezza contro l'età adulta, le civiltà antiche contro quelle moderne.
In questi anni scrive i "Piccoli Idilli" (tra cui "L'Infinito"), dove sperimenta l'interiorizzazione del paesaggio. Parte da un dato visivo o uditivo che diventa pretesto per una riflessione esistenziale. È il tema della rimembranza: usare la memoria per ricreare l'illusione poetica.
Le "Canzoni civili" mostrano un Leopardi ancora fiducioso nel ruolo sociale dell'intellettuale, mentre le "Canzoni del suicidio" (Bruto Minore, Saffo) introducono i primi dubbi. Saffo soprattutto rivela la contraddizione crudele: la natura ci dà il desiderio ma ci nega i mezzi per soddisfarlo.
I Canti raccolgono tutta la produzione poetica leopardiana in 41 testi. Il titolo sottolinea la musicalità: Leopardi usa versi liberi, alterna settenari ed endecasillabi senza schemi fissi. È libertà metrica oltre che tematica.
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Tra 1819-1823 Leopardi matura il pessimismo cosmico. Non è depressione personale, ma filosofia esistenziale: la vita è casualità, fenomeno fisico-meccanico. "Sento che sono il corpo e ragiono con la materia". Nessun dio, nessun fine, solo materia.
Ora i termini si invertono: la natura diventa matrigna (ci crea con desiderio infinito ma corpo finito), la ragione diventa positiva (ci dà consapevolezza e dignità). L'infelicità non è accidentale ma strutturale della condizione umana.
La noia è un concetto chiave: per Leopardi significa "consapevolezza di vedersi vivere ed estraneità alla vita". È negativa perché ci fa soffrire, ma positiva perché ci distingue dagli animali e ci dà dignità.
Le "Operette Morali" (1823-1828) sono 24 dialoghi in prosa dove Leopardi espone la sua filosofia con ironia feroce. Dalla "Storia del genere umano" al "Dialogo della Natura e di un Islandese", fino al "Dialogo di Tristano e un amico". Critica l'ottimismo del suo tempo smascherandone le illusioni.
💡 Evoluzione: In questa fase Leopardi non scrive più poesia perché è l'età della ragione pura, della filosofia. La poesia tornerà dopo, nei Canti pisano-recanatesi.

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Nel 1825 Leopardi finalmente lascia Recanati per Milano, cercando l'indipendenza economica. L'editore Stella gli offre progetti editoriali, ma le cattedre universitarie (in Italia e Germania) le rifiuta per motivi di salute. Il viaggio in carrozza è già un'impresa dolorosa.
A Firenze entra nel circolo dell'Antologia di Vieusseux, incontra Manzoni e altri intellettuali. Ma è un ambiente cattolico-moderato dove la sua filosofia materialista non è compresa. Qui sviluppa la teoria della felicità come condizione ontologica: siamo fatti per desiderare l'infinito ma condannati al finito.
Il soggiorno pisano (1828) è miracoloso: il clima migliore gli permette di riprendere a scrivere poesia. Nascono i "Canti pisano-recanatesi", capolavori come "A Silvia", "Le ricordanze", "Il sabato del villaggio". È il periodo della sua massima creatività poetica.
L'ultimo periodo napoletano (1833-1837) è segnato dall'amicizia ambigua con Antonio Ranieri. Vive in povertà estrema (è pur sempre figlio di un conte!), la madre rifiuta di aiutarlo, solo il padre gli manda denaro di nascosto. Muore nel 1837 a soli 39 anni.
💡 Mistero finale: Non sappiamo nemmeno come sia morto davvero (arresto cardiaco? colera?) né dove sia sepolto esattamente. Il femore trovato nella presunta tomba è troppo lungo per essere il suo.

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Leopardi arriva alle stesse conclusioni di Schopenhauer senza conoscerlo: la vita è "cieca e irrazionale volontà di vivere", solo l'arte può salvarci da questa condizione. Ma a differenza del filosofo tedesco, Leopardi "pensa come essere umano e sociale", non come filosofo di professione.
Il tema della rimembranza attraversa tutti i Canti: è la tecnica per recuperare in età adulta la capacità immaginativa dell'infanzia. Leopardi usa verbi del ricordo, lessico dell'indefinito, sintagmi originali, figure retoriche che accentuano l'indeterminatezza.
Nei dialoghi delle Operette Leopardi smonta pezzo per pezzo l'ottimismo del suo tempo. Il "Dialogo della Natura e di un Islandese" è emblematico: l'uomo fugge la natura matrigna ma la incontra ovunque. Non c'è scampo, solo consapevolezza.
La grandezza di Leopardi sta nel trasformare il dolore personale in riflessione universale. La sua malattia terribile diventa acceleratore filosofico per comprendere la condizione umana. Non autocommiserazione ma analisi lucida dell'esistenza.
💡 Eredità immortale: Leopardi crea la poesia moderna italiana, inventa una lingua poetica nuova, anticipa temi dell'esistenzialismo novecentesco. Un genio che in soli 39 anni ha cambiato la letteratura per sempre.
Il nostro assistente AI è costruito specificamente per le esigenze degli studenti. Sulla base dei milioni di contenuti presenti sulla piattaforma, possiamo fornire agli studenti risposte davvero significative e pertinenti. Ma non si tratta solo di risposte, l'assistente è in grado di guidare gli studenti attraverso le loro sfide quotidiane di studio, con piani di studio personalizzati, quiz o contenuti nella chat e una personalizzazione al 100% basata sulle competenze e sugli sviluppi degli studenti.
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opere di verga; i VINTI E LA FIUMANA DEL PROGRESSO,MALAVOGLIA e le interpretazioni del finale
Manzoni
Intero programma di italiano svolto nell’anno 22/23 del 5 superiore del liceo scientifico
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Il romanticismo in Europa, in Italia, la letteratura e la questione della lingua
Vita e opere di Manzoni
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L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Stefano S
utente iOS
Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
utente Android
moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
utente Android
L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
Sudenaz Ocak
utente Android
A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
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Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS
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