Verga e il Verismo
Giovanni Verga (1840) nasce a Catania in una famiglia di proprietari terrieri e diventa il padre del Verismo italiano insieme all'amico Luigi Capuana nel 1874. La sua carriera si divide in tre fasi: quella pre-verista (temi romantici), quella verista (la più importante, con opere come Rosso Malpelo e I Malavoglia) e l'ultima fase teatrale.
Il pensiero di Verga è profondamente pessimista: influenzato dal positivismo, dal determinismo e dalle teorie di Darwin, vede la realtà come una lotta per la sopravvivenza dove vince sempre il più forte. Per lui l'arte non può cambiare la società e non esiste una vita migliore dopo la morte.
Gli unici valori che contano sono la famiglia e gli affetti domestici - da qui nasce il famoso "ideale dell'ostrica": chi si stacca dal proprio ambiente è destinato a fallire. Verga descrive per la prima volta la Sicilia povera e contadina, raccontando le storie dei "vinti" - quelli sconfitti nel tentativo di migliorare la propria condizione sociale.
Le sue tecniche narrative sono rivoluzionarie: usa l'impersonalità totale (nessun commento dell'autore), il discorso indiretto libero e fa raccontare la storia direttamente ai personaggi. È come se Verga sparisse completamente dal racconto!
Ricorda: Il Verismo non è solo una corrente letteraria, ma un modo completamente nuovo di guardare la realtà sociale italiana.











