Marzo 1821 e l'Ideale Patriottico
"Marzo 1821" nasce dall'illusione che l'esercito piemontese attraversi il Ticino per aiutare gli insorti lombardi contro l'Austria. Manzoni immagina qualcosa che non avvenne mai, ma che esprime perfettamente l'ideale di unità nazionale.
Il fiume Ticino diventa simbolo della divisione artificiale dell'Italia. Come non si possono separare le acque degli affluenti del Po, così non si può dividere il popolo italiano, unito per storia, sangue e cultura. È un ragionamento tipicamente romantico: prima esiste la nazione, poi deve nascere lo stato.
L'ode fu tenuta nascosta per evitare la censura austriaca, ma circolava comunque come manoscritto. Venne pubblicata solo durante le Tre Giornate di Milano del 1848, diventando un simbolo della lotta per l'indipendenza.
Manzoni chiama in causa il Dio biblico che ha sempre parteggiato per la libertà, dal Mar Rosso contro gli egizi fino alla lotta contro i tiranni. L'Italia è vista come una donna serva che aspetta la liberazione, richiamando la tradizione da Dante a Petrarca.
Le Tragedie: Innovazione nel Teatro
Manzoni rivoluziona completamente il teatro con le sue tragedie, trasgredendo le unità aristoteliche di tempo e luogo (ma rispettando quella d'azione). Nella "Lettera al Signor Chauvet" giustifica queste scelte sostenendo che solo un teatro ispirato al vero storico può essere moralmente utile.
Critica duramente la tragedia classica basata sul mito, con situazioni irrealistiche e personaggi lontani dalla realtà contemporanea. Le sue tragedie si basano invece su fatti storici realmente accaduti, immaginando i sentimenti che hanno animato i personaggi.
Innovazione teatrale: I cori nelle tragedie permettono a Manzoni di commentare l'azione senza identificarsi direttamente nei personaggi, mantenendo la distanza critica necessaria.