Lo Spiritualismo: la grande ribellione contro il Positivismo
Immagina l'Ottocento come un campo di battaglia filosofico dove si scontrano due giganti: idealismo e positivismo. Il positivismo domina con pugno di ferro, sostenendo che la realtà sia fatta solo di fatti materiali governati da leggi meccaniche.
Ma verso la fine del secolo, qualcosa si ribella. Nascono le correnti anti-positivistiche, che gridano: "Ehi, aspettate! E la spiritualità? E l'anima umana?". Queste correnti condividono quattro punti fondamentali: negano il monopolio della scienza, ammettono una realtà spirituale, valorizzano la coscienza e l'introspezione, e si concentrano sull'individuo.
Henri Bergson diventa il campione di questa rivoluzione. Parigino, geniale in filosofia e matematica, conquista il Premio Nobel per la letteratura nel 1928. Le sue opere "Materia e memoria" e "L'evoluzione creatrice" cambiano per sempre il modo di pensare il rapporto tra spirito e corpo.
💡 Curiosità: Bergson era così bravo che le sue lezioni al Collège de France attiravano folle di studenti entusiasti!





