La vita e le opere di Rousseau
Jean-Jacques Rousseau nacque a Ginevra nel 1712 da una modesta famiglia, perdendo la madre poco dopo la nascita. La sua vita fu segnata da continui spostamenti e inquietudine esistenziale. Dopo l'abbandono del padre, iniziò un percorso di formazione irregolare che lo portò a vivere esperienze diverse: da apprendista a precettore, da musicista a segretario.
La sua carriera intellettuale decollò nel 1750 quando vinse il concorso dell'Accademia di Digione con il "Discorso sulle scienze e le arti". Seguirono altre opere fondamentali come il "Discorso sull'origine della disuguaglianza" (1755) e i suoi tre capolavori: "La Nuova Eloisa" (1761), il "Contratto sociale" e l'"Emilio" (entrambi del 1762).
La vita di Rousseau fu caratterizzata da relazioni complesse: ebbe cinque figli con Thérèse Levasseur che sposò solo nel 1768, e intrattenne rapporti conflittuali con gli intellettuali del suo tempo, in particolare con Voltaire. Le sue idee provocatorie gli attirarono persecuzioni e condanne: i suoi libri furono bruciati pubblicamente e lui costretto a continue fughe.
Da sapere! L'originalità del pensiero di Rousseau si manifestò nel suo progressivo allontanamento dagli altri illuministi: mentre questi credevano nel progresso della civiltà, lui denunciava come la società corrompesse la natura umana.
Negli ultimi anni della sua vita, ormai psicologicamente instabile, scrisse le "Confessioni", la sua opera autobiografica più importante. Morì nel 1778 a Ermenonville, e durante la Rivoluzione Francese le sue ceneri furono trasferite al Panthéon di Parigi, riconoscendo così l'importanza del suo pensiero.









