Vita e opere di Giordano Bruno
Nato a Nola nel 1548, Giordano Bruno entrò nell'ordine dei domenicani a soli 15 anni, dimostrando eccezionali capacità intellettuali. Nonostante i suoi dubbi religiosi, fu consacrato sacerdote a 24 anni, ma dovette presto fuggire dall'Italia a causa dei suoi scritti considerati eretici.
Durante il suo esilio europeo, Bruno pubblicò numerose opere importanti. A Parigi nel 1581 scrisse "Le ombre delle idee", guadagnandosi fama come maestro dell'arte della memoria. Successivamente insegnò a Oxford e scrisse i suoi famosi dialoghi italiani come "De la causa, principio et uno" e "De infinito universo et mundi".
Purtroppo, attirato a Venezia con l'inganno da Giovanni Mocenigo, fu denunciato al tribunale dell'Inquisizione. Dopo sette anni di carcere, Bruno venne condannato al rogo e giustiziato nel 1600 a Roma, in Piazza Campo de' Fiori.
Curiosità: Bruno era famoso non tanto come filosofo, ma come maestro della mnemotecnica e dell'arte della memoria, abilità che paradossalmente contribuirono alla sua tragica fine quando Mocenigo lo invitò con il pretesto di apprendere queste tecniche.
Natura e Dio: una visione rivoluzionaria
Per Bruno il tema del naturalismo è centrale: la natura costituisce il principio unico della realtà, con Dio e natura che tendono ad identificarsi. Per spiegare il rapporto tra Dio e mondo, Bruno analizza due concetti fondamentali: causa e principio.
La causa è l'energia produttrice che determina la realtà rimanendone separata (come il falegname rispetto al mobile), mentre il principio è l'elemento costitutivo che diventa effetto senza separarsi da esso (come il seme che diventa pianta).
Secondo Bruno, Dio è contemporaneamente causa e principio del mondo: crea la natura ma rimane al suo interno, animandola dall'interno. Questa visione rappresenta una forma di panteismo, dove Dio è un'unica realtà e causa eterna della natura, manifestandosi come "natura naturante" (forma attiva) e "natura naturata" (materia passiva).