I giudizi riflettenti: la terza via di Kant
Le prime due opere di Kant avevano creato un problema: come conciliare un mondo visto come meccanismo perfetto con uno dove regna la libertà morale? La soluzione arriva con lo studio del sentimento.
Kant distingue tra giudizi determinanti (quelli scientifici che "determinano" come stanno le cose) e giudizi riflettenti (che "riflettono" sulla realtà già conosciuta cercando finalità e bellezza). È come la differenza tra misurare la temperatura di un lago e dire che quel tramonto sul lago è bellissimo.
I giudizi riflettenti si dividono in due tipi: estetici (quando sentiamo immediatamente la bellezza) e teleologici (quando pensiamo razionalmente ai fini della natura). Nel primo caso è pura intuizione, nel secondo ragionamento.
Nota bene: Entrambi sono sentimenti "puri" che nascono dalla nostra mente, ma differiscono nel modo di rapportarsi alla finalità: l'estetico è soggettivo, il teleologico oggettivo.







