Il Risorgimento è stato il lungo percorso che ha trasformato...
L'unificazione d'Italia: le Guerre d'Indipendenza







I protagonisti del Risorgimento
Il Risorgimento parte dal 1815, dopo la sconfitta di Napoleone, e rappresenta il processo che porta alla formazione dello Stato italiano unitario. Diversi personaggi hanno proposto strade diverse per raggiungere questo obiettivo.
Giuseppe Mazzini è stato il primo a immaginare un'Italia repubblicana e democratica. Il suo motto "Dio e popolo" mostrava come vedesse la rivoluzione come una missione sacra. Puntava sull'educazione politica delle masse e sui giovani attivisti per guidare la rivoluzione.
I suoi tentativi rivoluzionari però fallirono tutti: nel 1833 il moto in Savoia finì tragicamente con l'esecuzione dei fratelli Ruffini, mentre quelli di Genova con Garibaldi non ebbero successo. Nonostante i fallimenti, le sue idee ispirarono molti patrioti.
Altri pensatori come Cattaneo proponevano uno stato federale con autonomia dei comuni, mentre Ferrari credeva nell'alleanza con la Francia per trasformare prima la politica e poi la società italiana.
Ricorda: Mazzini fu il primo a immaginare un'Italia unita come repubblica democratica, anche se i suoi tentativi pratici fallirono.

Le diverse visioni per l'unità
Vincenzo Gioberti rappresentava il neoguelfismo e aveva un'idea completamente diversa da Mazzini. Secondo lui l'Italia doveva diventare una confederazione di stati guidata dal Papa, riconoscendo alla Chiesa cattolica un ruolo centrale nella politica italiana.
Balbo e D'Azeglio invece puntavano sui Savoia. Balbo credeva che il re di Sardegna fosse l'unico in grado di cacciare gli austriaci, proprio perché la dinastia sabauda non aveva legami con altre corone europee. D'Azeglio, rappresentante del liberalismo moderno, sosteneva che i sovrani italiani dovessero fare riforme per far crescere il paese.
La "primavera dei popoli" iniziò il 12 gennaio 1848 con la rivolta di Palermo. La popolazione siciliana si ribellò contro il governo chiedendo una Costituzione e maggiore giustizia sociale. Il movimento si estese rapidamente e tutti gli stati italiani adottarono una Costituzione, tranne Parma, Piacenza e Lombardia-Veneto.
Questa prima scintilla diede il via alle rivoluzioni che avrebbero cambiato per sempre l'Italia.
Ricorda: Nel 1848 quasi tutti gli stati italiani ottennero una Costituzione grazie alle rivolte popolari iniziate in Sicilia.

Le rivoluzioni del 1848 e la prima guerra d'indipendenza
Le rivoluzioni in Lombardia-Veneto nel 1848 furono decisive. A Venezia il popolo protestò per liberare i democratici Tommaseo e Manin, che una volta libero proclamò la Repubblica di Venezia. A Milano invece ci furono le famose "cinque giornate" di combattimenti contro gli austriaci.
Il comandante austriaco Radetzky fu costretto a ritirarsi verso il Quadrilatero, l'unione delle fortezze di Peschiera del Garda, Mantova, Legnago e Verona. Questo creò una grave crisi nell'impero austriaco.
Carlo Alberto di Savoia dichiarò guerra all'Austria iniziando la prima guerra d'indipendenza nel 1848. Tuttavia fu troppo lento nell'attacco, dando tempo a Radetzky di riorganizzare l'esercito. Il contrattacco austriaco costrinse Carlo Alberto a firmare un armistizio e ripristinare i confini precedenti.
Nel 1849 nacque la Repubblica Romana guidata da un triumvirato con Mazzini, Saffi e Armellini. Scrissero una Costituzione molto avanzata con suffragio universale maschile, abolizione della pena di morte e libertà di culto.
Ricorda: Le "cinque giornate" di Milano furono il momento simbolo della resistenza italiana contro l'Austria nel 1848.

La fine della prima guerra e l'ascesa di Cavour
La Repubblica Romana ebbe vita breve: Mazzini non riuscì a resistere alle truppe francesi e anche Garibaldi dovette arrendersi. Carlo Alberto tentò una rivincita ma fu sconfitto duramente a Novara, concludendo così la prima guerra d'indipendenza. Dopo questa disfatta abdicò a favore del figlio Vittorio Emanuele II.
Mentre in altre regioni i liberali venivano mandati in esilio e le Costituzioni ritirate, il Piemonte divenne un rifugio per i profughi politici. Qui infatti Vittorio Emanuele II non ritirò lo Statuto Albertino, mantenendo i diritti fondamentali.
Camillo Benso conte di Cavour divenne la figura chiave di questo periodo. Fondò il giornale "Il Risorgimento" (che diede il nome al periodo storico) e fu nominato Primo Ministro. Il suo progetto era molto concreto e pratico.
Cavour creò il "connubio" con Rattazzi per ottenere la maggioranza in Parlamento e lanciò una politica economica di investimenti. Potenziò le infrastrutture del Regno di Sardegna, favorì il commercio estero, riformò il sistema creditizio e costruì ferrovie.
Ricorda: Cavour trasformò il Piemonte in uno stato moderno ed efficiente, preparandolo a guidare l'unificazione italiana.

La strategia di Cavour e i preparativi per la guerra
Cavour aveva una strategia diplomatica molto intelligente. Contrario alla rivoluzione, puntava all'estensione del Regno sabaudo attraverso alleanze internazionali. Il suo obiettivo era ottenere il sostegno di Napoleone III per sconfiggere gli austriaci.
Per guadagnare la fiducia di Francia e Inghilterra, mandò soldati piemontesi a combattere in Crimea contro la Russia. Questa mossa gli permise di sedersi al Congresso di Parigi e far discutere la questione italiana a livello europeo.
Nel frattempo Mazzini e Garibaldi continuavano a credere che l'Italia dovesse nascere dalla partecipazione delle masse popolari. I moti mazziniani continuavano a fallire, creando "i martiri di Belfiore". Un episodio particolare fu l'attentato a Napoleone III da parte di un mazziniano.
Cavour sfruttò abilmente questo attentato (anche se i Savoia non c'entravano nulla) per sottolineare l'urgenza della questione italiana. Riuscì così a firmare un accordo segreto con la Francia: in caso di guerra contro l'Austria, i francesi avrebbero aiutato il Piemonte, ma solo se non fosse stato l'aggressore.
In cambio dell'aiuto francese, Cavour promise di cedere Nizza e Savoia. Garibaldi intanto continuava a viaggiare ovunque, guadagnandosi la stima popolare.
Ricorda: Cavour riuscì a trasformare un attentato contro Napoleone III in un'opportunità diplomatica per l'Italia.

L'unità d'Italia: dalla seconda guerra all'impresa dei Mille
Cavour scatenò la seconda guerra d'indipendenza nel 1859 con un piano geniale. Lanciò un "grido di dolore" per l'arruolamento volontario, che spinse l'Austria a porre un ultimatum al Piemonte. Quando l'Austria attaccò (diventando così l'aggressore), arrivarono le truppe francesi come promesso.
Dopo le vittorie di Montebello e Magenta, però la Francia abbandonò improvvisamente l'alleanza senza avvisare. L'armistizio del 1859 diede la Lombardia alla Francia (che la girò al Piemonte) ma l'Austria conservò il Veneto.
Le conseguenze furono straordinarie: scoppiarono rivoluzioni pacifiche in Emilia, Romagna e Toscana, dove i governi chiesero l'annessione al Regno di Sardegna. Cavour organizzò dei plebisciti per ufficializzare queste annessioni.
L'impresa più leggendaria fu la Spedizione dei Mille di Garibaldi nel 1860. Con solo mille volontari conquistò la Sicilia, poi la Calabria e si spinse fino a Napoli, Marche e Umbria. Si fermò solo davanti a Roma, consegnando tutti i territori conquistati a Vittorio Emanuele II.
I territori conquistati votarono per plebiscito l'annessione al Regno Sabaudo. Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II divenne Re d'Italia, coronando il sogno risorgimentale.
Ricorda: L'impresa dei Mille di Garibaldi fu l'azione militare più spettacolare del Risorgimento, che permise di conquistare tutto il Sud Italia.
Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....
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Ricorda: Le "cinque giornate" di Milano furono il momento simbolo della resistenza italiana contro l'Austria nel 1848.

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