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Mario, Silla e il primo triumvirato

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 STORIA
MARIO, SILLA E IL PRIMO TRIUMVIRATO
I Gracchi e la politica delle riforme
La riforma agraria di Tiberio Gracco
Tiberio e Caio Gracco

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i gracchi, la riforma agraria di Tiberio, Caio Gracco, la crisi della repubblica, le riforme di Silla, fine della repubblica, Spartaco, Pompeo e Crasso, scontro tra popolari e ottimati, congiura di Catilina, Cesare, conquista Gallia,

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STORIA MARIO, SILLA E IL PRIMO TRIUMVIRATO I Gracchi e la politica delle riforme La riforma agraria di Tiberio Gracco Tiberio e Caio Gracco sono 2 fratelli appartenenti a una famiglia patrizia imparentata con gli Scipioni, colta e aperta ai problemi sociali. Tiberio riteneva intollerabile che una parte così consistente della popolazione fosse costretta a vivere in condizioni di miseria e si rendeva conto che il protrarsi di una simile situazione avrebbe comportato la rovina di Roma. Per lui, l'unica soluzione era quella di ricostruire la classe dei piccoli coltivatori e quindi si fece eleggere tribuno della plebe così avrebbe potuto proporre ai concili della plebe una legge agraria che avrebbe vincolato tutta la popolazione e avrebbe permesso allo Stato di recuperare una buona parte di terreno, che poteva essere suddiviso in piccoli appezzamenti. Alla fine Tiberio Gracco fu ucciso. Ma cmq, questa riforma agraria non avrebbe risolto il problema della piccola proprietà contadina. Il disegno politico di Caio Gracco Successivamente, venne eletto tribuno suo fratello Caio Gracco che imparò che nessuna riforma era possibile se contro il potere della classe aristocratica non si coalizzavano tutti gli altri interlocutori politici di Roma: Caio aveva capito che contro i senatori doveva avere l'appoggio anche dei cavalieri. Se lo guadagnò: assegnando loro la riscossione dei tributi dell'Asia; stabilì che a...

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giudicare l'amministrazione disonesta commessa dai governatori delle province non fosse più solo l'aristocrazia: per la prima volta, i governatori che appartenevano al Senato, venivano giudicati da persone che non appartenevano alla loro classe. O O Quindi, il disegno politico di Caio era più ampio di quello di suo fratello: obiettivo: ridimensionare il potere dei senatori opponendo loro una nuova classe con nuovi poteri. Per farlo: ● introdusse distribuzioni gratuite di grano ai cittadini romani; ripropose la lex agraria di Tiberio; ridusse i poteri punitivi dei capi militari e alleviò il servizio militare; costruì nuove strade per migliorare le comunicazioni nella penisola; fondò colonie nelle province. Successivamente, Caio fu rieletto e chiese che venisse attribuita la cittadinanza romana ai socii italici (latini): ma questo fu l'inizio della sua rovina. Infatti la plebe riteneva che la concessione di benefici ai non cittadini mettesse in pericolo la propria lotta per conquistare migliori condizioni di vita. Alla fine, Caio viene ucciso. 1 Verso il I secolo a.C.: l'età dei capi militari: populares e optimates Morto Caio, il potere era tornato nelle mani della classe senatoria: nelle mani di poche famiglie -che non intendevano concedere nulla a nessuno- si concentravano il potere e la ricchezza di quello che ormai era diventato un impero. Optimates: coloro che sostenevano questa politica, aristocratici, classe senatoria, la classe più agiata e conservatrice. Populares: progressisti, cavalieri, i tribuni della plebe (ceto medio) e le altre classi. La crisi della repubblica: Mario e silla La guerra di Giugurta e l'ascesa di Mario Giugurta aveva ereditato il trono di Numidia. I senatori dichiararono guerra alla Numidia. Nel 107 a.C., i cavalieri e i popolari riuscirono a far eleggere Mario (populares, cittadino romano) come console. Mario attuò una riforma dell'esercito e lo rese volontario: l'esercito romano non fu più composto da possidenti, da quei piccoli contadini-soldati, ma da tutti colori che desideravano arruolarsi: l'esercito, si aprì anche ai proletari: era diventato un mestiere e i cavalieri venivano pagati. Successivamente Silla riuscì a catturare Giugurta e nel 105 a.C. il regno di Numidia venne domato. La guerra sociale e il conflitto con Mitridate è la guerra dei socii (popolazioni italiche alleate di Roma ma senza la cittadinanza romana). I socii italici, continuavano a chiedere la cittadinanza, ma senza successo e per questo, gli alleati italici decisero di muovere guerra a Roma: guerra sociale guidata da Silla, il quale riuscì a portare i romani alla vittoria, ma fu una vittoria a metà pk il Senato era stato gradualmente costretto a concedere la cittadinanza ai socii. In quegli stessi anni, Mitridate VI, re del Ponto, aveva dato inizio a una rivolta contro Roma, allora il senato gli dichiarò guerra. Le legioni partirono guidate da Silla; i ceti popolari e i cavalieri, però fecero pressione sul Senato affinché il comando fosse tolto al generale e affidato a Mario. Questo diede iniziò a una vera e propria guerra civile: Silla, in attesa di imbarcarsi per il Ponto, marciò con l'esercito verso Roma dove sconfisse Mario. Dopo Silla sbarcò a Brindisi, dove strinse alleanza con Crasso e Pompeo. Dopo una lunga serie di guerre, la vittoria è di Silla. Le riforme di Silla e la supremazia senatoria Le liste di proscrizione sillane Silla si fece nominare dittatore e redazionò le liste di proscrizione: elenchi di persone che potevano essere uccise da chiunque volesse farlo e i cui beni venivano confiscati e venduti all'asta. Le riforme costituzionali e la "restaurazione” senatoria Silla: raddoppiò il numero di senatori; organizzò il cursus honorum escludendo da esso l'edilità e stabilendo che non si potesse diventare consoli se non si era prima stati questori e pretori; e per evitare che persone troppo giovani raggiungessero le massime cariche, questa legge stabilì che nessuno potesse diventare questore prima dei 39 e console prima dei 42; emanò una legge che vietava ai comandanti militari di ritorno da una guerra di superare la linea di confine, che segnava l'ingresso nel territorio cittadino: il "pomerio". La fine della repubblica La crisi del Senato e l'ascesa di Pompeo: Pompeo al potere Gli esponenti della classe senatoria non si erano dimostrati all'altezza della situazione. I problemi erano molti. In questi frangenti era necessario di nuovo un uomo forte, un capo militare che 2 inducesse l'esercito a sostenere il Senato: quest'uomo fu Gneo Pompeo, il quale doveva sedare una rivolta in Spagna; vince lui. Spartaco e la rivolta degli schiavi Spartaco era uno schiavo, un uomo di notevole intelligenza e di coraggio, non era uno schiavo rassegnato alla sua sorte e non accettava l'esistenza della schiavitù: infatti aveva pianificato un piano per ridare la libertà ai suoi compagni schiavi. ma non aveva intenzione di dar vita a una rivoluzione vera e propria e allora andò raccogliende un numero sempre maggiore di aderenti, formando un vero e proprio esercito. L'alleanza di Pompeo e Crasso e la revisione della costituzione sillana Tornato a Roma, Pompeo, decise di forzare il Senato e quindi strinse alleanza con Crasso che nel frattempo era diventato l'uomo più ricco di Roma, ma per forzare il Senato, doveva ottenere il sostegno dei populares, infatti Pompeo promise che se fosse stato eletto console, avrebbe modificato in senso democratico la costituzione sillana. Allora, lo ottennero e il Senato fu costretto a cedere: contro le regole costituzionali, nel 70 a.C., Pompeo e Crasso divennero consoli. Pompeo mantenne le sue promesse e fece votare una serie di leggi che smantellarono la costituzione sillana: i cavalieri riebbero l'appalto delle province asiatiche tolte loro da Silla; abolì la regola che vietava a chi era stato tribuno della plebe di accedere alle altre cariche pubbliche; restituì ai tribuni della plebe i diritti di veto e di intercessio, di cui erano stati privati. Pompeo contro i pirati e contro Mitridate Il Senato decise di affrontare il problema dei pirati che spadroneggiavano nel Mediterraneo orientale e rappresentavano una minaccia gravissima soprattutto pk mettevano in pericolo gli approvvigionamenti di Roma provocando molte carestie. Allora, nel 67 a.C. emanarono una legge che concedeva a Pompeo poteri straordinari per 3 anni. Così diventò il padrone assoluto di Roma, con poteri che nessun altro aveva mai avuto prima. Con queste forze, in 3 mesi, Pompeo riuscì a riaprire le rotte nel Mediterraneo. Venne emanata un'altra legge che affidò ancora a Pompeo i pieni poteri, al fine di chiudere per sempre la partita con Mitridate pk il re del Ponto continuava a tramare ai danni di Roma. Allora Mitridate fu attaccato da terra e dal mare e il re del Ponto si uccise. La Siria, Cappadocia...diventarono province. Diversi territori erano stati organizzati in sistemi di protettorati e di province. In soli 4 anni Pompeo era riuscito a conquistare un territorio che forniva alle finanze romane un'entrata molto alta. Dopo, Pompeo fece al Senato 2 richieste: la ratifica dei provvedimenti presi in Asia e la distribuzione di terre ai suoi veterani, ma il Senato non gli concede niente. Lo scontro tra popolari e ottimati Cicerone e Catone; Crasso, Cesare e Catilina Crescevano intanto scontri tra optimates e populares. A difendere l'aristocrazia senatoria c'erano Cicerone (riteneva che gli ottimati fossero la sola forza che sapeva difendere le istituzioni repubblicane) e Catone (difendeva per tradizione i valori della sua classe). Dalla parte dei populares c'erano Crasso, Cesare e Catilina. Crasso era diventato ricchissimo e allora Cesare si alleò con lui. Dopo il suo anno di pretore, Catilina si procurò un'accusa di "concussione". Catilina ripresentò la sua candidatura, basando la campagna elettorale sulla promessa di una cancellazione generale dei debiti, ma non fu eletto. La congiura di Catilina Catilina iniziò a pensare a un'insurrezione armata, il suo progetto prevedeva delle azioni terroristiche e l'occupazione di Roma. Ma Cicerone venne a sapere della congiura e ne svelò 3 l'esistenza in Senato pronunciando la frase: "Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?". Allora, alcuni dei suoi congiurati furono condannati a morte, senza diritto di appello: questa procedura contraddice una delle regole fondamentali della costituzione repubblicana. (Altra frase di Cicerone: "Oh tempora, oh mores"="Oh che tempi, oh che costumi”). Muore Catilina. L'ascesa di Cesare Il primo triumvirato Cesare si allea con Crasso e Pompeo e i 3, nel 60 a.C. strinsero un accordo di reciproco aiuto al fine di raggiungere gli obiettivi che ciascuno di essi voleva e per spezzare il ruolo predominante del Senato: "primo triumvirato". Pompeo appoggia la candidatura di Cesare nel 59; Cesare avrebbe sostenuto i provvedimenti di Pompeo e Crasso avrebbe raccolto proseliti presso la classe finanziaria a favore della distribuzione delle terre ai veterani di Pompeo. Il consolato di Cesare e la spedizione gallica Nel suo anno da console, Cesare onorò gli impegni presi con Pompeo e Crasso: ● distribuì la terra ai veterani di Pompeo; ridusse di un terzo i canoni che i pubblicani delle province orientali dovevano dare al Senato: vantaggio economico; distribuzione dei terreni anche alla plebe. Cesare introdusse nuove regole sul governo delle province, aumentando le responsabilità fiscali dei governatori. Durante il consolato, Cesare si assicurò il comando proconsolare per 5 anni nella Gallia Cisalpina e nell'Illirico. Ma prima di lasciare Roma, pensò di allontanare dalla città tutti quei personaggi che in sua assenza avrebbero potuto danneggiarlo: Cicerone e Catone. Il secondo accordo di Lucca e la spartizione dei poteri Cesare, nel 56 a.C. tornò in Italia e a Lucca strinse con Pompeo e Crasso un nuovo accordo: Cesare avrebbe avuto il proconsolato in Gallia per altri 5 anni, Pompeo e Crasso sarebbero stati consoli nel 55 e poi avrebbero avuto a loro volta un proconsolato (Pompeo in Spagna e Crasso in Oriente). Ma Pompeo decise di non lasciare Roma. Crasso morì combattendo in Mesopotamia e Pompeo fu nominato dal Senato console senza collega. La conquista della Gallia Cesare, tornato in Gallia, aveva continuato la sua irresistibile marcia di conquista. Dopo ritornò in Gallia per contrastare Vercingetorige. Commentarii de bello gallico= resoconto sulla guerra gallica= trattato che Cesare scrive durante la guerra contro i galli. La seconda guerra civile (tra Pompeo e Cesare) e la vittoria di Cesare Nel 49 a.C., Cesare attraversò il fiume Rubicone (Rlmini) che segnava i confini tra la Gallia Cisalpina e l'Italia centro-meridionale. Cesare ha dato inizio a una guerra civile avanzando verso la capitale senza incontrare alcuna resistenza. Impreparato, Pompeo fugge in Macedonia. Nel 48, Cesare affrontò Pompeo, sconfiggendolo nella battaglia di Farsalo, allora Pompeo fuggì in Egitto, dove venne ucciso. Questo non piacque a Tolomeo che aveva ordinato l'eliminazione di Pompeo sperando di acquistare meriti da Cesare. 4 Cleopatra nominata regina d'Egitto. Altra guerra: la rapidità della vittoria fu tale che Cesara la comunicò al senato: “Veni, vidi, vici”=”Venni, vidi, vinsi”. Il governo di Cesare Cesare assunse anche il titolo di imperator ("generale vittorioso”), di pater patriae (“padre della patria") e di dittatore a vita. Cesare: ● 5 ● concesse la cittadinanza agli abitanti della Gallia Cisalpina (e spagna) e di molte province ed emanò nuove leggi; migliorò il governo delle province, controllando i magistrati che ne erano a capo e stabilendo con maggior precisione l'ammontare dei tributi che i pubblicani dovevano riscuotere, per impedire che costoro continuassero ad abusare della loro posizione di privilegio; fonda colonie: suolo romano. Servivano per distribuire meglio la popolazione romana in zone dell'impero; aumenta il numero di senatori a 600 pk c'era bisogno di una maggiore rappresentanza; diede inizio a grandi opere pubbliche; ai proletari, garantì una decorosa sistemazione fuori Roma, nelle nuove colonie fondate a questo scopo; fece istituire il calendario romano. La morte di Cesare: lo scontro tra antonio e Ottaviano La congiura contro Cesare Gli optimates temevano che Cesare aspirasse a diventare sovrano assoluto. L'ultima delle sue frasi passate alla storia ("Tu quoque, Brute, fili mi!”), “Anche tu, Bruto, figlio mio", dopo cadde sotto 23 colpi di pugnale

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Mario attuò una riforma dell'esercito e lo rese volontario: l'esercito romano non fu più composto da possidenti, da quei piccoli contadini-soldati, ma da tutti colori che desideravano arruolarsi: l'esercito, si aprì anche ai proletari: era diventato un mestiere e i cavalieri venivano pagati. Successivamente Silla riuscì a catturare Giugurta e nel 105 a.C. il regno di Numidia venne domato. La guerra sociale e il conflitto con Mitridate è la guerra dei socii (popolazioni italiche alleate di Roma ma senza la cittadinanza romana). I socii italici, continuavano a chiedere la cittadinanza, ma senza successo e per questo, gli alleati italici decisero di muovere guerra a Roma: guerra sociale guidata da Silla, il quale riuscì a portare i romani alla vittoria, ma fu una vittoria a metà pk il Senato era stato gradualmente costretto a concedere la cittadinanza ai socii. 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Pompeo contro i pirati e contro Mitridate Il Senato decise di affrontare il problema dei pirati che spadroneggiavano nel Mediterraneo orientale e rappresentavano una minaccia gravissima soprattutto pk mettevano in pericolo gli approvvigionamenti di Roma provocando molte carestie. Allora, nel 67 a.C. emanarono una legge che concedeva a Pompeo poteri straordinari per 3 anni. Così diventò il padrone assoluto di Roma, con poteri che nessun altro aveva mai avuto prima. Con queste forze, in 3 mesi, Pompeo riuscì a riaprire le rotte nel Mediterraneo. Venne emanata un'altra legge che affidò ancora a Pompeo i pieni poteri, al fine di chiudere per sempre la partita con Mitridate pk il re del Ponto continuava a tramare ai danni di Roma. Allora Mitridate fu attaccato da terra e dal mare e il re del Ponto si uccise. La Siria, Cappadocia...diventarono province. Diversi territori erano stati organizzati in sistemi di protettorati e di province. 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Pompeo appoggia la candidatura di Cesare nel 59; Cesare avrebbe sostenuto i provvedimenti di Pompeo e Crasso avrebbe raccolto proseliti presso la classe finanziaria a favore della distribuzione delle terre ai veterani di Pompeo. Il consolato di Cesare e la spedizione gallica Nel suo anno da console, Cesare onorò gli impegni presi con Pompeo e Crasso: ● distribuì la terra ai veterani di Pompeo; ridusse di un terzo i canoni che i pubblicani delle province orientali dovevano dare al Senato: vantaggio economico; distribuzione dei terreni anche alla plebe. Cesare introdusse nuove regole sul governo delle province, aumentando le responsabilità fiscali dei governatori. Durante il consolato, Cesare si assicurò il comando proconsolare per 5 anni nella Gallia Cisalpina e nell'Illirico. Ma prima di lasciare Roma, pensò di allontanare dalla città tutti quei personaggi che in sua assenza avrebbero potuto danneggiarlo: Cicerone e Catone. 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Cesare ha dato inizio a una guerra civile avanzando verso la capitale senza incontrare alcuna resistenza. Impreparato, Pompeo fugge in Macedonia. Nel 48, Cesare affrontò Pompeo, sconfiggendolo nella battaglia di Farsalo, allora Pompeo fuggì in Egitto, dove venne ucciso. Questo non piacque a Tolomeo che aveva ordinato l'eliminazione di Pompeo sperando di acquistare meriti da Cesare. 4 Cleopatra nominata regina d'Egitto. Altra guerra: la rapidità della vittoria fu tale che Cesara la comunicò al senato: “Veni, vidi, vici”=”Venni, vidi, vinsi”. Il governo di Cesare Cesare assunse anche il titolo di imperator ("generale vittorioso”), di pater patriae (“padre della patria") e di dittatore a vita. Cesare: ● 5 ● concesse la cittadinanza agli abitanti della Gallia Cisalpina (e spagna) e di molte province ed emanò nuove leggi; migliorò il governo delle province, controllando i magistrati che ne erano a capo e stabilendo con maggior precisione l'ammontare dei tributi che i pubblicani dovevano riscuotere, per impedire che costoro continuassero ad abusare della loro posizione di privilegio; fonda colonie: suolo romano. Servivano per distribuire meglio la popolazione romana in zone dell'impero; aumenta il numero di senatori a 600 pk c'era bisogno di una maggiore rappresentanza; diede inizio a grandi opere pubbliche; ai proletari, garantì una decorosa sistemazione fuori Roma, nelle nuove colonie fondate a questo scopo; fece istituire il calendario romano. La morte di Cesare: lo scontro tra antonio e Ottaviano La congiura contro Cesare Gli optimates temevano che Cesare aspirasse a diventare sovrano assoluto. 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