L'emigrazione e la politica coloniale nell'età giolittiana
L'età giolittiana fu caratterizzata da un massiccio fenomeno migratorio, conseguenza delle disparità economiche tra Nord e Sud e della mancanza di opportunità lavorative. L'emigrazione si sviluppò in due fasi distinte:
- Prima fase : emigrazione individuale, principalmente di giovani maschi.
- Seconda fase : la "grande emigrazione", con quasi 9 milioni di italiani che si trasferirono all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.
Highlight: L'emigrazione, pur essendo un fenomeno doloroso, portò benefici economici grazie alle rimesse degli emigrati e all'aumento dei salari per i lavoratori rimasti in patria.
La politica estera di Giolitti si concentrò sulla ripresa dell'espansione coloniale, con l'obiettivo di:
- Aumentare il prestigio internazionale dell'Italia
- Assecondare gli interessi dei gruppi industriali e finanziari
- Offrire nuove opportunità agli emigrati
Quote: "L'obiettivo era la Libia" - questa frase riassume la direzione della politica coloniale di Giolitti.
Nel 1911, l'Italia dichiarò guerra alla Turchia per il controllo della Libia. La guerra di Libia si concluse nel 1912 con il Trattato di Losanna, che sancì il dominio italiano sulla regione.
Vocabulary: Le rimesse sono i trasferimenti di denaro effettuati dagli emigrati verso il loro paese d'origine.
L'età giolittiana si concluse nel 1914 con le dimissioni di Giolitti, segnando la fine di un'era di riforme e sviluppo economico, ma anche di contraddizioni e disparità regionali.



