L'era delle masse e Giovanni Giolitti
Immagina di vivere in un'epoca in cui le "masse" diventano finalmente protagoniste della storia - questo è esattamente quello che succede all'inizio del 1900! L'aumento demografico e i progressi medici fanno sì che sempre più persone vivano più a lungo, creando una nuova forza sociale che non può più essere ignorata.
Giovanni Giolitti nel 1901 capisce per primo che bisogna cambiare approccio: basta reprimere scioperi e proteste con la violenza! Il suo metodo è rivoluzionario: lasciare che le tensioni si calmino da sole e mantenere lo Stato neutrale tra padroni e operai. Per fare questo, stringe un'alleanza strategica con i socialisti (divisi tra moderati di Turati e massimalisti marxisti) e introduce riforme importanti come il suffragio universale e l'imposta sui redditi.
Ma ecco il lato oscuro di Giolitti: il suo famoso "doppio volto". Al Nord promuove l'industrializzazione (nasce la FIAT di Agnelli nel 1899!), mentre al Sud mantiene il vecchio sistema agricolo latifondista, sostenendo addirittura il dazio sul grano per accontentare i proprietari terrieri.
La conquista della Libia nel 1911 è il suo grande errore: spacciata come soluzione alla disoccupazione, si rivela "un grande scatolone di sabbia" che rompe l'alleanza con i socialisti. Per non perdere il potere, Giolitti è costretto a firmare il Patto Gentiloni con i cattolici, riportandoli nella vita politica dopo 40 anni di astensionismo.
💡 Ricorda: Le elezioni del 1913 sono storiche perché segnano il primo vero suffragio universale maschile e la fine dell'astensionismo cattolico!






