Il Neoclassicismo e i suoi teorici
Il Neoclassicismo nasce nella seconda metà del Settecento quando l'Europa vive trasformazioni epocali: la Rivoluzione industriale, l'ascesa della borghesia e la caduta delle monarchie assolute. È un'epoca in cui la ragione illuminista si mescola alla riscoperta dell'antichità classica.
Roma diventa il centro di questo nuovo movimento artistico grazie a tre fattori chiave: l'incredibile patrimonio di opere antiche, una tradizione classica mai davvero scomparsa e la presenza di studiosi che credevano nella superiorità dell'arte greca e romana.
Johann Joachim Winckelmann è il vero padre teorico del Neoclassicismo. Questo archeologo tedesco, arrivato a Roma nel 1755, scrive "Storia dell'arte nell'antichità" (1764) e definisce la bellezza ideale come "nobile semplicità" e "dominio delle passioni". Per lui l'arte greca è superiore a quella romana perché nata in un contesto di libertà democratica, non militarista.
Curiosità: Le idee di Winckelmann sulla "libertà" dell'arte greca anticipano incredibilmente gli ideali della Rivoluzione Francese del 1789!











