Il Romanico

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 Il Romanico
(XI-XII secolo)
allude all'origine romana/tardo-antica ancora individuabile in molti aspetti delle nuove opere
Il romanico non
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(XI-XII secolo)
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(XI-XII secolo)
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(XI-XII secolo)
allude all'origine romana/tardo-antica ancora individuabile in molti aspetti delle nuove opere
Il romanico non
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(XI-XII secolo)
allude all'origine romana/tardo-antica ancora individuabile in molti aspetti delle nuove opere
Il romanico non

Il Romanico (XI-XII secolo) allude all'origine romana/tardo-antica ancora individuabile in molti aspetti delle nuove opere Il romanico non segue un ordine generale, ma varia a seconda della realtà culturale ed economica di una determinata regione, comunità o città. Non esiste un'unica arte romanica con caratteristiche riconoscibili ma varie a seconda della zona in cui si sono sviluppate caratteri generali ● ● VOLTA A CROCIERA Generata da due volte a botte uguali che si intersecano, sostituisce vantaggiosamente le strutture a capriate in legno e le volti a botte in muratura; MATRONEO Galleria sopra le volte delle navate laterali, riservata principalmente alle donne, contribuiva anche a rafforzare Strutturalmente l'intero edificio; pilastro composito PILASTRO Sostituisce o affianca la colonna; CONTRAFFORTE ESTERNO contrasta le spinte generate dalla volta a crociera; PRESBITERIO RIALZATO Le volte della cripta seminterrata superano spesso il livello del pavimento della navata; Gli edifici ecclesiastici non hanno più un fine strettamente religioso, ma sono visti come luoghi e centri d'incontro della vita economica, civile e sociale delle rinnovate città. Sant'Ambrogio II ROMANICO LOMBARDO è il primo a svilupparsi in modo totalmente autonomo, in particolare sant'Ambrogio è considerata la costruzione madre e il suo modello trova ampia applicazione in Italia e in Europa. TRE NAVATE terminanti con absidi semicilindriche la centrale è divisa in quattro campate quadrate: le prime tre sono coperte da volte a crociera costolonate, la quarta è stata coperta con | una cupola a pianta Ottogonale, inserita in un tiburio egualmente Ottogonale le laterali sono formate da Otto...

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Adoro questa applicazione [...] consiglio Knowunity a tutti!!! Sono passato da un 5 a una 8 con questa app

Stefano S, utente iOS

L'applicazione è molto semplice e ben progettata. Finora ho sempre trovato quello che stavo cercando

Susanna, utente iOS

Adoro questa app ❤️, la uso praticamente sempre quando studio.
Didascalia alternativa:

campate minori (CAMPATELLE) che occupano 1/4 di quelle centrali, a crociera, su cui si imposta il matroneo MATERIALI: tipici della tradizione lombarda, mattoni e muratura intonacata, pietra per elementi decorativi (come le ghiere e le lesene degli archi) (Milano, XI-XII secolo) INTERNO CAMPATE: alternarsi di grandi pilastri compositi (campate maggiori) e pilastrini intermedi (campate minori), scandisce lo spazio con regolarità, interrompendo Pideale continuità delle campate; NAVATA CENTRALE: non più vista come unica, ma come insieme di spazi successivi, da conquistarsi man mano che si procede verso il presbiterio e il coro, rialzati sopra la cripta chiesa priva di transetto, ha un quadriportico che assume la funzione di luogo di riunione. La pianta è semplice rettangolare, delle dimensioni del quadriportico ESTERNO parte superiore: tre finestroni che rappresentano Punica fonte di illuminazione delle navate, a cui corrisponde una loggia con cinque grandi arcate che assecondano le inclinazioni delle falde del tetto; copertura: a capanna, dissimula l'effettivo numero delle navate interne; gli spioventi sono decorati semplicemente ad archetti sormontati da un fregio dentellato San geminiano ARCHITETTO: Lanfranco, affiancato da wiligèlmo per le sculture Il modello di riferimento è sant'Ambrogio, riflessi della cultura romanica lombarda nell'area padana, san Geminiano rappresenta il più Significativo esempio di architettura romanica emiliana. INTERNO mm CRIPTA: con i resti di san Giminiano, anche questa divisa in tre navate, scompartite da colonnine con capitelli della fine dell'XI secolo PONTILE: divisorio sopraelevato, sostenuto da sei colonne architravate, delimita il presbiterio rialzato CAMPATE: cinque, rettangolari, delimitate da 8 pilastri a fascio sui quali si impostano le volte a crociera a sesto acuto Shuning semplice pianta basilicale, priva di transetto e divisa in tre navate, che terminano con tre absidi semicilindriche (quella centrale ha diametro il doppio delle altre) MATRONEO: pura funzione statica, si affaccia sulla navata centrale attraverso delle trifore drofiac (Modena, 1099-1184/XV secolo). ai quali si alternano 8 colonne (quattro per navata), sormontate da archi in laterizio a tutto sesto ANARCHIAMA Campomaran YAXZ ESTERNO TRIFORIO: proiettato e ripetuto all'esterno dell'edificio PORTALE MAGGIORE: protetto da un protiro, con una loggia sovrastante, retto da due leoni Stilofori FACCIATA: a salienti, presenta due contrafforti con torrette ai lati del portale, che replicano la tripartizione delle navate II ROSONE, I PORTALI LATERALI e le TORRETTE fatte in epoca successiva ogni parte della costruzione è proporzionata in rapporto a tutte le altre, rendendo continua la corrispondenza strutturale tra interno e esterno battistero di San giovanni II ROMANICO TOSCANO Si Sviluppa dopo quello lombardo e quello emiliano, e si differenzia tra quello FIORENTINO e quello PISANO Il Battistero viene ricostruito nel 1059 in luogo di un tempio romano dedicato a marte (secondo il mito di fondazione) semplice pianta ottagonale, con COPERTURA DOPPIA: All'esterno si ha un tetto rivestito di lastre di marmo bianco a forma di piramide a base ottagonale; all'interno invece, si ha un'alta cupola a padiglione a sesto acuto costituita da otto spicchi interamente coperti di mosaici INTERNO SOMMITÀ DELL'EDIFICIO Si conclude con una lanterna in marmo bianco, anch'essa a pianta ottagonale; la sua copertura (cuspide) è sostenuta da otto colonnine marmoree PARETI decorate da intarsi di marmo colorati, tripartite da colonne con fusto liscio con capitelli di ordine corinzio o composito dorati MATRONEO sorretti da una trabeazione perimetrale, luminoso loggiato scandito dalla successione di coppie di archetti sostenute da colonnine a capitello ionico sormontato da una gola a mo di pulvino (TIPICO DEL ROMANICO FIORENTINO), A loro volta inquadrate da paraste scanalate e rudentate di maggiori dimensioni secondo uno schema ben preciso (Firenze, XI-XII SECOLO). ESTERNO FACCE ESTERNE ciascuna suddivisa in tre fasce, separate da due trabeazioni diversamente aggettanti; divisione in senso verticale data da un doppio ordine di paraste che sorreggono tre archi Ciechi, inquadranti tre finestre a edicola PARTE ANTICA corrisponde ai due registri di base ATTICO leggermente arretrato e caratterizzato dall'architrave a fasce che rigira verso il basso in corrispondenza degli spigoli, aggiunta del duecento le DECORAZIONI SONO estremamente rigorose: -a quadrati e rettangoli nella fascia inferiore; - a rettangoli e archi nella mediana; - a semplici rettangoli tra lesene scanalate e rudentate nell'attico semplici ma efficaci effetti decorativi dati dalla bicromia dei materiali, sfruttati da una serie di tarsie direttamente sul piano di Facciata MATERIALI: marmo bianco di carrara, marmo serpentino di Prato San miniato al monte uno dei più antichi insediamenti benedettini in toscana, dedicata al martire san Miniato; dalla sua posizione domina simbolicamente la città. SERD 2 2 ESTERNO FASCIA INFERIORE decorazione a tarsia bicroma bianca e verde, con un semplice alternarsi di rettangoli e semicerchi SEMICOLONNE con capitelli compositi, sormontati da cinque archi a tutto sesto, disegnano idealmente un portico ORDINE SUPERIORE decorato con motivi più complessi, sempre a Forte scansione geometrica, caratterizzato dal piegarsi dell'architrave a 90° sui capitelli delle lesene; al centro c'è una finestra a edicola con timpano, sormontata da una raffigurazione con cristo benedicente in trono fra la vergine e san miniato SEMITIMPANI posti lateralmente, ricordano l'opus reticulatum romano TIMPANO triangolare, ispirazione classica (Firenze, XI-XII secolo) pianta rettangolare a tre navate, senza transetto, anche qua come nel battistero la componente disegnativa prevale su quella strutturale INTERNO CRIPTA seminterrata, con sette navatelle che hanno come copertura delle volte a crociera VOLTE A CROCIERA mancano tranne che nella cripta, questa mancanza rende inutile la costruzione di molti pilastri, che infatti sono solo quattro, compositi, collegati trasversalmente da due arconi a tutto sesto che scompartiscono la navata centrale in tre campate, intervallate da una coppia di colonne con capitelli di ordine corinzio UN'UNICA ABSIDE PRESBITERIO RIALZATO COPERTURA a capriate lignee CAPITELLI come nel battistero, sormontati da un pulvino a gola che si prolungano in una cornice che lega i paramenti murari ai sostegni in aggetto nelle cinque campate della facciata e nel volume dell'abside DECORAZIONI decorazione orizzontale a fasce alternate verdi e bianche, tangente al cervello degli archi, all'altezza dei capitelli delle semicolonne sorreggenti gli archi trasversali 000000000 La successione dei volumi risulta meno incalzante rispetto al romantico lombardo e la sensazione che ne deriva è quella di un grande e sereno equilibrio duomo di pisa (Pisa, 1064-1118 / XII SECOLO) ARCHITETTO: Buscheto e poi Rainaldo affiancato da Guglielmo e Biduino nelle sculture LA CATTEDRALE di SANTA MARIA ASSUNTA riflette tutto il vivace internazionalismo che caratterizzava la Repubblica marinara di Pisa e che animava allora la città toscana, grazie ai contatti con l'Asia Minore e le coste egee INTERNO COPERTURA LIGNEA non richiede l'uso di pilastri, quindi non c'è la suddivisione in campate; questo spazio viene modulato dal succedersi di alte colonne sormontate da archi a tutto sesto e matronei, dando una sensazione di grandiosa armonia e quieta solennità 16 pianta a croce latina immissa, con cinque navate nel corpo longitudinale e tre nel transetto. L'intersezione con questo è data da una cupola a pianta ellittica di tradizione orientale, su un alto tamburo ottogonale tutto questo richiama all'architettura tardo antica arovo ESTERNO FACCIATA A SALIENTI quattro ordini di loggiate sovrapposte che danno origine a un continuo alternarsi di luci e ombre a seconda della luce solare: - le due logge inferiori presentano la campatella centrale in asse con il portale maggiore - nelle due superiori invece al vuoto delle campatelle corrisponde il pieno di una colonnina COLONNINE altezza decrescente lungo gli spioventi del tetto del secondo ordine, sostengono una trabeazione inclinata, mentre nel quarto ordine la stessa situazione viene risolta con l'impiego di archetti zoppi (asimmetrici) DECORAZIONI forti effetti di rilievo, senso di monumentalità solenne che non veniva compiuta in Italia dall'età romana Questi motivi di colonnette verranno poi riportati in seguito anche sul battistero e sulla torre pendente, che rimanda alle esperienze bizantine di Ravenna e alle torri arabe, segno di un forte internazionalismo dei modelli culturali pisani. D'Annunzio nel XX secolo ribattezzerà questa piazza con il nome di "Piazza (Prato) dei Miracoli" CR 1000