Il Crocifisso e la Cappella degli Scrovegni
Con il Crocifisso di Santa Maria Novella (1295), Giotto rinnovò radicalmente l'iconografia di Cristo sulla croce. Abbandonando il Christus Patiens tradizionale, rappresentò un corpo che segue le leggi dell'anatomia e della gravità: piegato in avanti, con il volto di scorcio, il ventre gonfio, le ginocchia piegate e le mani contratte in modo realistico.
Dal 1303 Giotto lavorò alla Cappella degli Scrovegni a Padova, il suo capolavoro assoluto. Attraverso le Storie di Anna e Gioacchino, di Maria e di Cristo, rappresentò la vita reale con architetture concrete e dettagli d'arredo. Tutte le scene presentano una prospettiva intuitiva ma efficace che rende gli ambienti credibili.
Gli angeli giotteschi della Scrovegni sono particolarmente innovativi: si materializzano gradualmente, passando dallo stato impalpabile del vapore a quello concreto del corpo, entrando fisicamente nello spazio terreno della storia narrata.
💡 A Padova, Giotto raggiunge il culmine della sua arte: ogni episodio sacro diventa un racconto umano, ricco di emozioni e significati morali che parlano direttamente all'osservatore.