Cimabue: Il Primo Rivoluzionario
Cimabue (1240-1302) è il ponte tra l'arte medievale e quella moderna - probabilmente il maestro di Giotto! Questo fiorentino ha lavorato tra Toscana, Roma, Assisi e Pisa, portando le prime vere innovazioni nella pittura italiana.
La sua formazione è ancora legata alla tradizione bizantina, ma inserisce nei dipinti soggetti ispirati alla vita quotidiana. Nei suoi crocefissi vediamo una rivoluzione: Cristo non è più trionfante ma dolente, con occhi chiusi e corpo cadente che segue un andamento a "S".
Nel Crocefisso di San Domenico (1268-1271), il corpo di Cristo mantiene ancora la geometrizzazione bizantina (ginocchia, addominali), ma la pancia gonfia dà naturalezza. Il perizoma rosso richiama la passione, mentre la lumeggiatura (righe d'oro) crea effetti di luce.
Il Crocefisso di Santa Croce (1275-1285) mostra l'evoluzione: braccia più naturali, ginocchia meno geometrizzate, perizoma trasparente-bianco. La ricerca di naturalismo cresce opera dopo opera.
💡 Ricorda: La struttura del crocefisso ha parti precise - cimasa, tabellone, scomparto e piede - ognuna con un significato simbolico specifico.