Arte Egizia: Monumenti Eterni per l'Aldilà
Immagina di vivere in una civiltà che costruisce per l'eternità! L'arte egizia è rimasta praticamente uguale per quasi 3000 anni, dal 2800 a.C. fino alla conquista romana nel 332 a.C. Questo succede perché arte e religione erano completamente intrecciate.
Le mastabe erano le prime tombe monumentali, costruite a Menfi per nobili e faraoni. Avevano forma di piattaforma con mura inclinate e contenevano una cappella per il culto del defunto e una camera funeraria sotterranea con il sarcofago.
Le piramidi a gradoni nascono sovrapponendo diverse mastabe una sopra l'altra. La più antica è quella del faraone Zoser del 2650 a.C. Poi arrivano le piramidi a faccia liscia, rivestite con lastre di pietra calcarea - la più famosa è quella di Cheope a Giza (2585 a.C.), alta 146 metri!
Curiosità: La Sfinge ha il volto del faraone Chefren ed è alta 20 metri - è la statua monolitica più grande del mondo! È stata scolpita intorno al 2500 a.C.
I templi come quello di Amon erano enormi complessi religiosi. Si accedeva dalla "Via degli Dei" fiancheggiata da sfingi, attraversando cortili con colonne decorate da rilievi che raccontavano storie divine.
La pittura egizia seguiva regole precise: figure bidimensionali disegnate di profilo (la posizione più riconoscibile), disposte secondo una gerarchia (i personaggi importanti erano più grandi), colori piatti senza sfumature e composizioni basate su un reticolo geometrico. Gli artisti usavano il "ribaltamento" per mostrare tutto chiaramente - anche se non era realistico!