Martin Lutero e la Riforma Protestante
Immagina di essere così arrabbiato per le ingiustizie che vedi da decidere di sfidare una delle istituzioni più potenti del mondo. Questo è esattamente quello che fece Martin Lutero, un monaco e teologo tedesco che visitò Roma e rimase scioccato dalla corruzione che trovò.
Quando Lutero tornò in Germania, era determinato a cambiare le cose. Il 31 ottobre 1517 compì un gesto storico: affisse le sue 95 tesi sulla porta della cattedrale di Wittenberg, denunciando pubblicamente la vendita delle indulgenze, il nepotismo, il concubinato e la simonia.
La tesi più rivoluzionaria di Lutero sosteneva che ogni persona poteva leggere le Sacre Scritture senza l'aiuto dei sacerdoti. Per rendere questo possibile, tradusse la Bibbia in tedesco e la diffuse attraverso la stampa, permettendo a tutti di accedere direttamente alla parola di Dio.
Nel 1520 il Papa chiese a Lutero di ritrattare, ma lui rifiutò clamorosamente bruciando la bolla papale nella piazza di Wittenberg. Nel 1521 venne scomunicato, ma trovò protezione presso i principi tedeschi, soprattutto Federico di Sassonia che lo nascose nel castello di Wartburg.
💡 Curiosità: Nel 1522, mentre era nascosto nel castello, Lutero tradusse in tedesco la versione greca del Nuovo Testamento di Erasmo da Rotterdam, rendendo il testo ancora più accessibile.
Le conseguenze della riforma protestante furono enormi: la confisca dei beni della Chiesa, la nascita del Calvinismo a Ginevra con Giovanni Calvino e dell'Anglicanesimo in Inghilterra con Enrico VIII, e infine la Controriforma cattolica che causò una definitiva spaccatura nel cristianesimo europeo.