Il secondo dopoguerra e gli ultimi anni
Dopo la guerra, nel 1945, Saba si trasferì prima a Roma e poi a Milano, dove visse di collaborazioni editoriali. In questo periodo, l'editore Einaudi pubblicò una nuova edizione del "Canzoniere".
Tornato a Trieste nel 1947, soffrì nuovamente di nevrosi, ma riuscì comunque a lavorare alla terza edizione del "Canzoniere" e al saggio autobiografico "Storia e cronistoria del Canzoniere", pubblicati nel 1948.
Gli ultimi anni della sua vita furono caratterizzati da grande sofferenza:
- Ricorse all'oppio per alleviare il dolore psichico
- Affrontò una difficile disintossicazione
- Meditò più volte il suicidio
- Morì in una clinica di Gorizia nel 1957
Dopo la sua morte, uscirono l'edizione definitiva del "Canzoniere" (1961) e il romanzo "Ernesto" (1975).
Concetto fondamentale: L'autobiografismo è centrale nell'opera di Saba: il "Canzoniere" è una vera e propria autobiografia in versi che segue tutte le stagioni della sua vita, dalle "Poesie dell'adolescenza" fino alle "Sei poesie della vecchiaia".
Le costanti letterarie
La "poesia onesta"
Saba scelse un modo di fare poesia semplice e apparentemente ordinario:
- Partiva sempre dalla propria esperienza personale
- Rimaneva nel solco della quotidianità
- Rifiutava la lezione del Simbolismo e dell'Estetismo decadente
- Mescolava la lingua della tradizione letteraria con la lingua d'uso comune
Il risultato è un peculiare impasto di elementi poetici e prosaici, dove il quotidiano viene elevato mentre il solenne viene abbassato. Questa caratteristica costituisce la sua cifra stilistica più riconoscibile.
In un'epoca di sperimentalismo e trionfo del verso libero, Saba rimase fedele alle forme metriche tradizionali come il sonetto, la canzone e la terza rima.
Autobiografismo
Nel "Canzoniere", Saba racconta la propria vita, le cui fasi si susseguono nelle varie sezioni dell'opera. Mette a nudo sé stesso, in particolare le sue esperienze più traumatiche, cercando di tornare con la memoria al tempo dell'infanzia per scoprire le origini della sua malattia nervosa (la sezione "Il piccolo Berto" è particolarmente significativa in questo senso).











