L'Uomo al Centro: Una Nuova Visione del Mondo
L'Umanesimo e Rinascimento portano una rivoluzione nella concezione dell'uomo e del suo ruolo nel mondo. Contrariamente alla visione medievale, l'uomo umanistico è posto al centro dell'universo, dotato di forza e bellezza sia interiore che esteriore.
Definizione: Il concetto di "kalos kai agathos" (bello e buono) riassume l'ideale umanistico di perfezione umana, unendo bellezza fisica e virtù morale.
La visione antropocentrica sostituisce quella teocentrica del Medioevo. L'uomo non è più visto come un essere fragile e peccaminoso, ma come artefice del proprio destino, capace di sfidare la fortuna.
Quote: "Homo faber fortunae suae" (l'uomo è artefice del proprio destino) diventa il motto dell'uomo rinascimentale.
Si distingue tra "divinae litterae" e "humane litterae", separando gli studi religiosi da quelli umanistici. Il corpo umano diventa oggetto di studio e ammirazione, considerato perfetto in quanto creato a immagine di Dio.
Esempio: L'"uomo vitruviano" di Leonardo da Vinci diventa l'emblema di questa nuova concezione dell'uomo, simboleggiando l'armonia e la perfezione delle proporzioni umane.
Dal punto di vista linguistico, gli intellettuali umanisti si appassionano al latino classico, dando vita alla filologia come nuova scienza per lo studio critico dei testi antichi.
Vocabolario: Filologia: scienza che studia i testi scritti attraverso l'analisi critica del loro linguaggio, stile e tradizione.
Tra gli autori più significativi di questo periodo troviamo:
- Coluccio Salutati, che funge da ponte tra Petrarca e gli umanisti successivi
- Giovanni Pico della Mirandola, autore del celebre "De Hominis Dignitate"
I generi letterari prediletti sono il trattato, l'orazione e l'epistola, inizialmente in latino. Tuttavia, nella seconda metà del '400, si assiste a una riscoperta del volgare, specialmente a Firenze e Ferrara.
Highlight: La riscoperta del volgare nella seconda metà del XV secolo pone le basi per lo sviluppo della letteratura italiana moderna.




