Dall'Umanesimo civile a quello cortigiano
L'Umanesimo civile, nato a Firenze, mette al centro la cultura come dialogo tra uomini e valorizza i legami tra cultura e vita civile. Esalta la famiglia e la vita economica, creando un forte rapporto tra sapere e impegno sociale.
Successivamente si sviluppa l'Umanesimo cortigiano, dove l'intellettuale non è più un cittadino ma un letterato professionista al servizio di un signore. L'obiettivo diventa la ricerca di un ideale di perfezione, ma in un contesto più chiuso e raffinato.
L'umanesimo si diffonde in tutta Italia con caratteristiche diverse: il Veneto si distingue per il contatto con la fioritura artistica, Milano diventa centro dell'umanesimo cortigiano sotto gli Sforza, Mantova brilla con i Gonzaga, Ferrara con il ducato estense. Roma e Napoli sviluppano anch'esse importanti centri di cultura umanistica.
💡 Differenze cruciali: Nel Quattrocento c'è maggiore libertà espressiva e ogni centro culturale ha una propria identità. Nel Cinquecento si va verso regole più rigide e un progetto di unificazione culturale.
Il quadro storico europeo cambia drasticamente: l'Impero e la Chiesa entrano in crisi, si rafforzano gli stati nazionali. La Francia diventa una potenza moderna, l'Inghilterra supera le sue crisi interne, gli Asburgo tentano di creare un impero cattolico universale.
Le esplorazioni marittime aprono nuove rotte commerciali e portano alla scoperta dell'America. La Riforma protestante di Lutero spacca definitivamente l'unità religiosa europea. L'Italia diventa campo di battaglia tra Francia e Spagna, culminando nel Sacco di Roma del 1527 e nell'egemonia spagnola.