L'esitazione di Dante e l'invocazione alle Muse
Mentre cala la sera dell'8 aprile 1300, Dante si prepara ad affrontare il viaggio infernale ma è terrorizzato. A differenza di tutti gli altri esseri viventi che si riposano, lui deve prepararsi alle fatiche che lo aspettano negli Inferi.
Il poeta invoca le Muse e il proprio ingegno per avere la forza di raccontare fedelmente quello che ha visto. Questo è il vero inizio del viaggio nell'Inferno, dopo che il primo canto aveva fatto da introduzione generale.
Dante confessa le sue paure a Virgilio: non si sente all'altezza di un'impresa così grande. Solo Enea e San Paolo erano scesi negli Inferi da vivi - il primo per fondare Roma e il suo impero, il secondo per rafforzare la fede cristiana. Ma lui non è né l'uno né l'altro!
Ricorda: Questo canto è quasi tutto dialogo (118 versi su 142) - come se i due si fossero fermati per una lunga chiacchierata prima di partire davvero.








