Il Positivismo e le sue conseguenze
La Belle Époque è dominata dal positivismo, una corrente di pensiero che crede nel potere assoluto della scienza. L'idea è semplice: il metodo scientifico può essere applicato a tutto perché la realtà segue leggi meccaniche precise.
Questa mentalità trasforma anche la letteratura, che ora deve essere "utile" alla società. Gli scrittori iniziano a denunciare i problemi sociali per spingere il governo a intervenire. È una letteratura che vuole cambiare il mondo, non solo intrattenere.
Darwin nel 1859 pubblica "L'origine delle specie" e stravolge tutto: dimostra che le specie si evolvono attraverso la selezione naturale. Sopravvive chi si adatta meglio all'ambiente. Questa teoria viene poi distorta nel darwinismo sociale per giustificare le disuguaglianze di classe.
La figura dell'intellettuale cambia radicalmente. Nella società di massa tutto diventa merce, compresa la cultura. Gli scrittori perdono il loro ruolo privilegiato e alcuni si adattano scrivendo quello che vuole il pubblico: romanzi d'amore e d'avventura a puntate.
💡 Da ricordare: Il positivismo segna il passaggio da una letteratura romantica a una letteratura "scientifica" che vuole studiare la società come un laboratorio.
Il Realismo e Flaubert
A metà Ottocento nasce in Francia il realismo, una corrente rivoluzionaria che elimina completamente l'intervento dell'autore. L'obiettivo è descrivere la realtà delle persone comuni nel modo più fedele possibile, usando una lingua semplice e comprensibile.
Gustave Flaubert è considerato il padre di questo movimento con il romanzo "Madame Bovary". La storia è quella di una donna borghese insoddisfatta del suo matrimonio che cerca di evadere dalla routine attraverso un amante, ma finisce per indebitarsi e suicidarsi.
Il personaggio di Madame Bovary dà il nome al bovarismo: la tendenza a fuggire dalla propria vita rifugiandosi nei sogni e nelle fantasie. Flaubert usa la tecnica dell'impersonalità, raccontando senza mai giudicare i suoi personaggi.
Quest'opera rappresenta una critica feroce alla borghesia dell'epoca, mostrando le sue contraddizioni e la sua mediocrità senza pietà ma anche senza moralismi.



