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Nascita Letteratura/Amor cortese/Scuola siciliana/Lirica provenzale

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15/16/24/25/26/27 La nascita delle lingue nazionali LA NASCITA DELLE LINGUE NAZIONALI NEI PRIMI SECOLI DEL MEDIOEVO, LA LINGUA DELLA CULTURA ERA IL LATINO(UTILIZZATO SOLO DA INTELLETTUALI), IL RESTO DELLA POPOLAZIONE UTILIZZAVA ALTRE LINGUE(VOLGARI). NELLA CIVILTÀ ROMANA SI DISTINGUE IL LATINO LETTERARIO DAL LATINO PARLATO. DURANTE I SECOLI DELL'IMPERO IL LATINO PARLATO PRESENTA MOLTE VARIETÀ LOCALI, INFLUENZATE DALLE PARLATE PRECEDENTI ALLA CONQUISTA ROMANA. LINGUE DI SOSTRATO CON IL CROLLO DELL'IMPERO, SI HA LA FORMAZIONE DI REGIONI ISOLATE, CHE PORTANO POI ALLA FRAMMENTAZIONE LINGUISTICA. I LINGUAGGI VANNO A DISTANZIARSI ANCHE A CAUSA DELLE INFLUENTE DEI POPOLI INVASORI. LINGUE DI SUPERSTRATO CONCILIO DI TOURS 813, GLI UOMINI DI CHIESA DEVONO PREDICARE IN VOLGARE, QUINDI IL LATINO NON LO CAPIVA PIÙ QUASI NESSUNO. LE NUOVE LINGUE SI SVILUPPANO NELLA ROMÀNIA, DOVE POI NASCONO LE LINGUE ROMANZE (ITALIANO, SPAGNOLO, FRANCESE, PORTOGHESE...) POI CI SONO LE LINGUE DI CEPPO GERMANICO E LE LINGUE SLAVE. QUESTE LINGUE PRIMA VENGONO USATE SOLO ORALMENTE, POI ANCHE PER LE OPERE LETTERARIE I PRESUPPOSTI CULTURALI E SOCIALI DELLA LETTERATURA IN VOLGARE NELL'ALTO MEDIOEVO LA CULTURA È MONOPOLIO DELLA CHIESA E LA FIGURA DELL'INTELLETTUALE È IL CHIERICO, QUINDI PER FAR SI CHE SI INIZI AD USARE IL VOLGARE PER L LETTERATURA, DOVEVANO ESSERCI DUE CONDIZIONI: CHE CI FOSSE UN GRUPPO LAICO CHE VOLEVA ESPRIMERE I PROPRI VALORI, E UN GRUPPO LAICO CHE...

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VOLESSE ASCOLTARE. QUESTO AVVENNE PER LA PRIMA VOLTA IN TERRITORIO FRANCESE, DOVE C'ERA LA SOCIETÀ FEUDALE, E IL CETO DOMINANTE ERA UN ARISTOCRAZIA DI ORIGINE GUERRIERA, CHE SI DIMOSTRA INSUFFICIENTE PER VINCERE TUTTE LE GUERRE. PIANO PIANO LA CAVALLERIA AFFIANCA IL CETO FEUDALE, E ENTRA A FAR PARTE DEL CETO I FIGLI NON PRIMOGENITI DELLA CLASSE NOBILIARE (CHE NON EREDITANO IL FEUDO) VALORI DELL'IDEALE CAVALLERESCO: PRODEZZA (SPREZZO PERICOLO), GLORIA E ONORE, LEALTÀ, RISPETTO DELL'AVVERSARIO, FEDELTÀ, GENTILEZZA E NOBILTÀ D'ANIMO L'EVOLUZIONE DEL CODICE CAVALLERESCO E LE CANZONI DI GESTA LA CHIESA VUOLE INSTAURARE UN RAPPORTO TRA GUERRA E CHIESA CRISTIANA. NASCE IL CONCETTO DI GUERRA SANTA CONTRO GLI INFEDELI MUSULMANI, NON SI ATTACCA MA SI DIFENDE. NASCONO COSÌ LE PRIME CROCIATE, IL RUOLO DEI CAVALIERI DIVIENE FONDAMENTALI, CANZONI DI GESTA. GLI IDEALI DELLA SOCIETÀ CORTESE SI PASSA DA FORME DI VITA FEUDALE A MODELLI DI COMPORTAMENTO PIÙ RAFFINATI ED ELEGANTI. I VALORI CAVALLERESCHI PASSANO ALL'IDEALE CORTESE(CORTI SIGNORI FEUDALI) E RAPPRESENTA UNA VISIONE PIÙ MATURA DELLA CIVILTÀ FEUDALE. ALLE VIRTÙ CAVALLERESCHE SI AGGIUNGONO LA LIBERALITÀ, LA MAGNANIMITÀ (SACRIFICIO) E IL CULTO DELLA MISURA. LA CORTESIA È UN IDEALE DI POCHI, CHE RESPINGONO CHI NON È ALL'ALTEZZA, CIOÈ I VILLANI (CAMPAGNA, ROZZEZZA). 28/29 LA DONNA DIVIENE IL SIMBOLO DELLA CORTESIA E DELLA GENTILEZZA; DA LEI HANNO ORIGINE LE VIRTÙ PRECEDENTI; NON HA POTERE REALE MA È IL CENTRO IDEALE DELLA VITA QUANDO IL SIGNORE È ASSENTE. IL CULTO DELLA DONNA È IL TEMA DOMINANTE. IL CODICE DELL'AMORE CORTESE L'AMORE CORTESE APPARE PER LA PRIMA VOLTA NEL XII SECOLO NELLA POESIA DEI TROVATORI. PROVENZALI, FRANCIA MERIDIONALE, CHE POI SI DIFFONDERÀ ANCHE IN ITALIA E GERMANIA. GLI ASPETTI BASILARI SONO: LA DONNA VISTA COME UN ESSERE IRRAGGIUNGIBILE, QUASI DIVINO, CHE PRODUCE EFFETTI MIRACOLOSI. L'UOMO SI METTE IN UNO STATO DI INFERIORITÀ PRESENTANDOSI COME SERVITORE. L'UOMO PUÒ INNAMORARSI DELLA DONNA SENZA MAI AVERLA VISTA. L'AMANTE NON DEVE CHIEDERE NULLA IN CAMBIO DEI SERVIZI D'AMORE, E SPESSO QUESTO AMORE PRESENTA NOTE SENSUALI CHE NON POSSONO ESSERE APPAGATE, QUINDI È UN AMORE SOFFERTO, MA ALLO STESSO TEMPO GIOIOSO E PIENO DI VITALITÀ. L'AMORE SI IDENTIFICA CON CORTESIA, SOLO CHI È CORTESE PUÒ AMARE, MA SOLO L'AMORE FINO RENDE CORTESI. L'AMORE È UN AMORE ADULTERO, FUORI DAL MATRIMONIO (NEL MATRIMONIO NON C'È AMOR FINO), QUINDI I MATRIMONI ERANO SOLO CONTRATTI A FINI ECONOMICI, E IL NOME DELLA DONNA DI QUESTO AMORE ERA TENUTO SEGRETO PER EVITARE CHE I MALPARLIERI SPARGESSERO VOCI A DISONORE DELLA DONNA. IL CULTO DELLA DONNA METTE IN CONFLITTO LA RELIGIONE, PERCHÉ LA DONNA VIENE CONSIDERATA AL PARI DI DIO, QUINDI DIVINIZZATA; L'UOMO PROVA SENSI DI COLPA PERCHÉ PECCA 32/33 Tendenze generali della produzione letteraria e i generi principali NUOVE LETTERATURE ROMANZE E LA LORO CIRCOLAZIONE EUROPEA IL COSTITUIRSI DELLE LINGUE VOLGARI DA VITA ALLE LETTERATURE ROMANZE, CHE SI ADEGUANO ALLA MENTALITÀ DELLE POPOLAZIONI CHE SI STANNO COSTITUENDO. OLTRE ALLA STORIA MATERIALE, SI PUÒ DA ESSE RICOSTRUIRE LE IDEOLOGIE, LA SPIRITUALITÀ E LA SENSIBILITÀ DI QUEL PERIODO STORICO. IN PIÙ C'È IL CARATTERE EUROPEO DI QUESTA LETTERATURA, CHE TRATTA DI UN INTRECCI DI SCAMBI CHE VISTA LA DIFFICILE COMUNICAZIONE TRA POPOLI, CI SEMBRA IMPOSSIBILE. L'EPICA (LINGUA D'OÏL) LO SPIRITO GUERRESCO NELLA SOCIETÀ FEUDALE, DAVA VITA AL POEMA EPICO "CANZONI DI GESTA", CHE CELEBRAVANO LE IMPRESE DEGLI EROI, E IL TEMA CENTRALE ERA LA GUERRA. XII SECOLO-> CHANSONS DE ROLAND, NARRA LE GESTA DI ORLANDO, CAVALLIERE DI CARLO MAGNO. L'OPERA SI DIFFONDERÀ GRAZIE A GIULLARI E CANTASTORIE. CON IL COSTRUIRSI DI NUOVE NAZIONALITÀ, SI HA IL CANTARE GERMANICO DEI NIBELUNGHI E QUELLO SPAGNOLO DEL CID IL ROMANZO (LINGUA D'OÏL) L' INGENTILIRSI DEI COSTUMI SEGNANO IL PASSAGGIO DALL'EPICA AL ROMANZO (CAVALLERESCO O CORTESE). SI CHIAMA COSÌ PERCHÉ NASCE NELLE CORTI FEUDALI E PERCHÉ TRATTA DELL'IDEOLOGIA DELL'AMOR CORTESE, CODIFICATA NEL TRATTATO "DE AMORE" (A. CAPPELLANO). IL TEMA DOMINANTE È L'AMORE, CON SENTIMENTI NOBILI E RAFFINATI; NON CI SONO GUERRE MA DUELLI PER PROTEGGERE DONNE O DEBOLI, CI SONO ELEMENTI MAGICI NON GIUSTIFICATI DAL DIVINO. MATERIA BRETONE -> RE ARTÙ E I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA, LANCILLOTTO DA IL TITOLO A UNO DEI ROMANZI DI CHRETIEN DE TRoyes, IL PIÙ IMPORTANTE AUTORE DELLA NARRATIVA CAVALLERESCO-CORTESE. "TRISTANO E ISOTTA"-> VICENDE D'AMORE MATERIA CLASSICA-> ROMANZO DI TEBE, ROMANZO DI TROIA, ROMANZO DI ALESSANDRO (PERSONAGGI COME CAVALIERI CORTESI) LIRICA PROVENZALE (LINGUA D'OC) SI AFFERMA IN PROVENZA E SI DIFFONDERÀ IN ITALIA. I POETI SONO DETTI TROVATORI E ACCOMPAGNATO I COMPONIMENTI CON LA MUSICA CHE FISSAVANO NELL'IMMAGINARIO UN REPERTORIO DI Immagini (in ITALIA SCUOLA SICILIANA E POI STIL NOVO) 36/37 Le canzoni di gesta LE ORIGINI DEL GENERE TRA IL XI E IL XIII IN FRANCIA SI DIFFONDE UNA CORRENTE LETTERARIA CHE TRATTA DI GUERRE ED EROI: CHANSONS DE GESTE, IN LINGUA D' OIL (CHE NEL FRANCESE MODERNO SI ALLUDE AL Sí) E VENIVANO CHIAMATE CANZONI PERCHÉ I TESTI VENIVANO CANTATI, E LE GESTA ALLUDEVANO ALLE IMPRESE COMPIUTE O RACCONTATE. MOLTE CANZONI SI RIFERISCONO A CARLO MAGNO E I SUOI CONTI PALATINI; LA BASE DEI RACCONTI È STORICA, MA LE VICENDE ORIGINALI SONO TRASFORMATE IN QUALCOSA DI LEGGENDARIO, E SULL'EPOCA DI CARLO MAGNO VENGONO PROIETTATE IDEE E PENSIERI DEL PRESENTE (ES SPIRITO DI GUERRA SANTA CONTRO GLI INFEDELI, QUANDO IN REALTÀ CARLO AVEVA OTTIMI RAPPORTI CON I MUSULMANI DI SPAGNA). INTRODUZIONE SPIRITO CROCIATE NEI SECOLI DI CM, E QUESTO ACCADEVA INCONSAPEVOLMENTE PERCHÉ L'AUTORE NON IMMAGINAVA CHE PRIMA I RAPPORTI FOSSERO DIVERSI. LE CANZONI DI GESTA RAPPRESENTANO LA VISIONE DELLA VITA E DEI VALORI DELLA CLASSE FEUDALE E CAVALLERESCA ALL'APICE DELLA SUA POTENZA, INTERPRETANDONE LA MENTALITÀ. IL PUBBLICO DOVEVA ESSERE FORMATO DA VASSALLI MILITARI, MA LE STORIE SI DIFFUSERO A PUBBLICI DIVERSI GRAZIE AI CANTORI PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE CANZONI DI GESTA LA TRASMISSIONE DEI TESTI ERA ORALE: I CANTORI CANTAVANO AD UN UDITORIO CON LA MUSICA DI SOTTOFONDO. ERANO DECASILLABI IN STROFE DISEGUALI (LASSE); I.VERSI NON AVEVANO RIME MA ASSONANZE; CI SONO CONTINUE RIPETIZIONI NELLA FASE ORALE, E POI LE CANZONI VENNERO TRASCRITTE, E SONO GIUNTE FINO A NOI, IN ANONIMO, COME OPERE COLLETTIVE DI UN POPOLO DALLO SPIRITO INGENUO, MA AD OGGI SI PENSA CHE SIANO OPERA DI AUTORI INDIVIDUALI E CONSAPEVOLI, CHE SCRIVEVANO DOPO ESSERSI MESSI A CONOSCENZA DI LEGGENDE ORALI. NUOVA FIGURA INTELLETTUALE: GIULLARE, GIOCOLIERE O MIMO CHE FACEVA DIVERTIRE IL PUBBLICO POPOLARE, MA ANCHE UN POETA COLTO CHE VENIVA INVITATO NELLE CORTI PER INTRATTENERE UN PUBBLICO PIÙ ELEVATO. SI PENSA CHE CI SIA ANCHE UN LEGAME CON I MONASTERI ALLA BASE DI QUESTE CANZONI, PERCHÉ NEI RACCONTI DELLE IMPRESE SI TROVA UNO SPIRITO DI DEVOZIONE INFLUENZATO DAL CLERO, E STESSE FORME METRICHE RIPRESI DAGLI INNI RELIGIOSI. Legami AGIOGRAFIA: AFFINITÀ TRA LA MORTE DI ORLANDO E LA MORTE DI UN MARTIRE. LE CANZONI DI GESTA SI RAGGRUPPANO IN CICLI INTORNO AD UN LIGNAGGIO, CIOÈ FAMIGLIA O DISCENDENZA NOBILIARE, QUINDI SI CAPISCE CHE SONO. RAPPRESENTAZIONI DI ARISTOCRATICI CHE VOGLIONO FAR VEDERE LA LORO POSIZIONE SOCIALE. DIVIENE ROMANZO CORTESE CON L'INTRODUZIONE DELL'AMORE. LA DIFFUSIONE DEL GENERE SI DIFFUSE NEL NORD ITALIA (POEMI FRANCO-VENETI), PERLOPIÙ SI DIFFONDEVANO NELLE PIAZZE (A CUI SEGUIRANNO I POEMI CAVALLERESCHI DEL RINASCIMENTO). POEMI AFFINI ALLA CHANSONS DE ROLAND SONO IL CANTARE DE CID IN SPAGNA, CON CID CAMPEADOR CHE CONQUISTA Valenza agli ArabI; LA CANZONE DE NIBELUNGHI (EROE SIGFRIDO); IL CANTARE DE GESTA DI IGOR, IN RUSSIA. 54/55/56 La lirica provenzale GLI AUTORI XII SEC, L'IDEALE CORTESE ERA SOPRATTUTTO NELLE CORTI DEL SUD DELLA PROVENZA, DOVE C'ERA UNA SOCIETÀ ARISTOCRATICA ELEGANTE E RAFFINATA CHE DAVA IMPORTANZA ALLA LETTERATURA. LA CONCEZIONE DELL'AMORE CORTESE ERA IN LINGUA D'OC (SIGNIFICA SEMPRE "SI"). LA POESIA VENIVA CANTATA IN PUBBLICO CON LA MUSICA DI BASE. I POETI ERANO DETTI "TROVATORI" (VERBO TROBAR, COMPORRE MUSICA). SIA I TROVATORI CHE GIULLARI PROFESSIONISTI. POTEVANO ESEGUIRE LE COMPOSIZIONI, CHE POI VERRANNO TRASCRITTE E LETTE DAL XIII SEC. L'AUTORE AVEVA PIENA COSCIENZA DI SÉ, TANTO DA METTERE IL NOME NEI SUOI COMPONIMENTI, CHE CI SONO RRIVATI. IL PRIMO FU GUGLIELMO IX D'AQUITANIA, UN SIGNORE FEUDALE AMANTE DELLA GUERRA E DEI PIACERI CHE HA LASCIATO DEI TESTI CHE TRATTANO ANCHE DI AMOR CORTESE. L'ATTIVITÀ DEI TROVATOSI SI SVOLGE NELLE CORTI FEUDALI. (EX POETI, BERTRAN DE BORN). TEMI E FORME POETICHE IL TEMA CENTRALE DELLA POESIA TROBADORICA È L'AMORE CORTESE. IL POETA SEGUE UN SISTEMA DI TOPOI (LUOGHI COMUNI) LETTERARI E SI DICHIARA SERVITORE, SENZA CHIEDERE NULLA IN CAMBIO, ALLA DONNA DI CUI È IN ADORAZIONE; SPESSO I SUOI DESIDERI SONO FORTEMENTE SENSUALI, E C'È UN TORMENTO PERCHÉ SA DI NON POTER OTTENERE LA DONNA CHE A SUA VOLTA È FEDELE AL MARITO. NONOSTANTE IL TORMENTO, C'È ANCHE UN SENSO DI FELICITÀ E GIOIA DERIVATO DALL'AMORE, CHE SI COLLEGA AL RINASCERE RIGOGLIOSI A PRIMAVERA. L'AMORE È FONTE DI OGNI BONTÀ, GENTILEZZA D'ANIMO, MA DATO CHE SI TRATTA DI UN AMORE ADULTERO, C'È IL RISCHIO CHE I MALPARLIERI FACCIANO GIRARE VOCI CHE PORTINO AL DISONORE DELLA DONNA (INFATTI NELLE POESIE NON VIENE MAI CITATO IL SUO NOME). I TROVATORI TRATTANO ANCHE TEMI POLITICI, GUERRESCHI, MORALI E SATIRICI. IL GENERE PER ECCELLENZA È LA CANZONE D'AMORE DAL SISTEMA METRICO COMPLESSO; LA SESTINA; LA SIRVENTESE (LUNGA CANZONE: COMPIANTO, TENZONE, LA PASTORELLA, ECC). CI SONO DIVERSI STILI: TROBAR CLUS, POETARE CHIUSO, STILE ELABORATO E OSCURO; TROBAR LEU, POETARE PIANO, STILE LIMPIDO E AGGRAZIATO. L'EREDITÀ DELLA LIRICA PROVENZALE NEL XIII SEC, PAPA INNOCENZO III, CON IL RE DI FRANCIA, SCATENÒ UNA GUERRA CHE DISTRUSSE LA POTENZA DEI SIGNORI PROVENZALI, E LA CULTURA DELLE LORO CORTI.. L'EREDITÀ DELLA CULTURA SOPRAVVISSE NELLE CORTI DEL NORD GRAZIE A MARIA DI CHAMPAGNE, DI ORIGINE PROVENZALE. IN QUESTE CORTI SI SVILUPPÒ LA POESIA IN LINGUA D'OÏL GRAZIE AI TROVIERI. | TROVATORI SI DISPERSERO IN SPAGNA E ITALIA (SUD ITALIA, CORTE FEDERICO II, SCUOLA SICILIANA) Cantico di Frate Sole 88 SAN FRANCESCO D'ASSISI (VITA). SAN FRANCESCO D'ASSISI NACQUE AD ASSISI NEL 1181 DA UNA FAMIGLIA DI BORGHESIA MERCANTILE, E IMPARÒ LATINO E FRANCESE. NELLA SUA VITA HA COMBATTUTO E VENNE FATTO PRIGIONIERO, E DOPO ESSERSI AMMALATO A SPOLETO, TORNÓ Ad Assisi. Qui CAMBIA LE SUE ABITUDINI DI VITA, DIVENTA UN ERMITA E CURA I LEBBROSI. L'anno DOPO VIENE ACCUSATO DAL PADRE DI FRONTE AL VESCOVO PER FARLO RINUNCIARE AI SUOI PROPOSITI, QUINDI SAN FRANCESCO SI SPOGLIA E LASCIA LE VESTI AL PADRE, PERCHÉ RICONOSCE COME PADRE SOLO DIO (RIFIUTO DELLA SOCIETÀ BORGHESE A CUI APPARTENEVA, E SCELTA DI POVERTÀ). SI PONE COME OBIETTIVO QUELLO DI DIFFONDERE IL VANGELO ANCHE TRA GLI INFEDELI. LE OPERE TRA I FATTI RICORDATI CI SONO LE STIMMATE E LA CERTIFICATIO, CIOÈ UNA VISIONE IN CUI. DIO GLI PREANNUNCIA LA SALVEZZA ETERNA; IL MATTINO DOPO SAN FRANCESCO HA COMPOSTO IL CANTICO DI FRATE SOLE, O DELLE CREATURE. PRIMA DI MORIRE SI CONGEDÒ DAI SUOI SEGUACI LASCIANDO IL TESTAMENTO E LA REGOLA. OLTRE A QUESTO RESTANO ANCHE DEGLI SCRITTI IN LATINO, LEGATI AGLI INSEGNAMENTI E ALLA PIETÀ RELIGIOSA. IL CANTICO È CIÒ DA CUI HA INIZIO LA LETTERATURA ITALIANA. 114-115 Lingua, generi letterari e diffusione della lirica IL VOLGARE COME LINGUA LETTERARIA E IL POLICENTRISMO LINGUISTICO LA LETTERATURA VOLGARE ITALIANA NASCE INTORNO AL 200, IN CORRISPONDENZA ALLA FORMAZIONE DI REGNI, CORTI, UNIVERSITÀ (BOLOGNA E NAPOLI) E LA TRASFORMAZIONE DEL RUOLO DEL LETTERATO E INTELLETTUALE. NEL CENTRO-NORD SI USA IL VOLGARE PERCHÉ È LA LINGUA IN USO NELLA BORGHESIA MERCANTILE, CHE VUOLE IMPORRE I PROPRI VALORI CON LA LINGUA CHE A LORO APPARTIENE, CHE PERÒ NON NAZIONALE, QUINDI A SECONDA DEL LUOGO IN CUI SI TROVANO, SI ESPRIMONO CON LA LINGUA DI QUEL LUOGO, DANDO VITA AL POLICENTRISMO LINGUISTICO (OGNI CENTRO HA IL PROPRIO VOLGARE), CHE È PARALLELO AL POLICENTRISMO POLITICO (PIÙ CENTRI AUTONOMI). DANTE RICONOSCE 14 VOLGARI, I QUALI SARANNO ORIGINE A GENERI LETTERARI DIVERSI: POESIA LIRICA IN SICILIA, RELIGIOSA IN UMBRIA, COMICO-PARODICA IN Toscana. LE ORIGINI DELLA LIRICA ITALIANA NEL 200, LA POETICA VOLGARE PRESENTA UN LIVELLO ESPRESSIVO AULICO, FORMALE E RAFFINATO, E USA IL VOLGARE PER RIFERIRSI AD ELITE COLTE. QUESTA PRODUZIONE APPARTIENE AL GENERE LIRICO, IN CUI IL SOGGETTO TRATTA TEMATICHE APPARTENENTI A SE STESSO. LA LIRICA PRENDE SPUNTO DALLA CORTESE PROVENZALE, POICHÉ I TROVATORI DOPO AVER LASCIATO LA PROVENZA, ERANO ANDATI NEL NORD ITALIA STABILENDOSI NELLE CORTI FEUDALI. IN ITALIA DI CONSEGUENZA NASCONO IMITATORI CHE RIPRENDONO I TEMI E LA METRICA DEI TROVATORI, E CHE POI LA DIFFONDERANNO FINO AD ARRIVARE ALLA CORTE SICILIANA DI FEDERICO II. La scuola siciliana NELLA CORTE SIciliana di FederICO II(EREDE DEI NORMANNI, AMMINISTRA IL SUD ITALIA), NASCONO GLI IMITATORI DELLA POESIA TROBADORICA, CHE UTILIZZANO IL VOLGARE LOCALE INVECE DELLA LINGUA D'OC: NASCE COSÌ LA PRIMA POESIA D'ARTE IN VOLGARE ITALIANO (SICILIANO), MA A NOI SONO ARRIVATE SOLO DELLE TRASCRIZIONI DEI COPISTI TOSCANI, CHE HANNO CAMBIATO DELLE PAROLE. LA POESIA RIPRENDE I TEMI AMOROSI E I MODELLI METRICI PROVENZALI(SENZA MUSICA, INTRODUZIONE SONETTO). I POETI SICILIANI SONO FUNZIONARI DELLO STATO, COME IACOPO DA LEntini(notaio), Pier della Vigna(ESPERTO DI ARTI CANCELLERESCHE), GUIDO DELLE COLONNE(GIUDICE). IL TEMA PRINCIPALE È L'AMORE PERCHÉ A DIFFERENZA DEL RESTO D'ITALIA IN CUI CI SONO CONTRASTI TRA FAZIONI, AL SUD C'È UNA MONARCHIA, IL POTERE È UNICO, E QUINDI SI TRATTA DI AMORE COME UN GIOCO RAFFINATO E ARISTOCRATICO. I TEMI PRINCIPALI SONO L'OMAGGIO ALLA DAMA (SOTTOMISSIONE), LODI ALLA DONNA, DONNA SUPERIORE ALLE ALTRE DONNE, LA BELLEZZA DI ESSA, I PARAGONI ALLA NATURA, LA SPERANZA DI POTERLA OTTENERE E LA RASSEGNAZIONE AL RIFIUTO DELLA DONNA, IL DOLORE PER LA LONTANANZA, IL TIMORE DEI MALPARLIERI. QUESTI TEMI SONO STILIZZATI, E SI TOGLIE AD ESSI OGNI SFONDO E PAESAGGIO PORTANDOLO A QUALCOSA DI ASTRATTO. Iacopo da Lentini VITA MAGGIORE AUTORE DELLA SCUOLA SICILIANA, NASCE A LENTINI, VICINO SIRACUSA, NEL 1210 E MUORE NEL 1260; ERA UN NOTAIO E SI FIRMAVA NELLE POESIE CHE SCRIVEVA. DANTE LO CITA NEL PURGATORIO COME RAPPRESENTANTE DELLA SCUOLA SICILIANA. CON LUI NASCE IL SONETTO IL SONETTO FORMA METRICA TIPICA DELLA LETTERATURA ITALIANA, FORMATA DA 14 VERSI ENDECASILLABI, DIVISI IN 4 STROFE, 2 QUARTINE E 2 TERZINE. LE QUARTINE ALL'INIZIO HANNO RIME ALTERNATE (ABAB), POI INCROCIATE (ABBA). LE TERZINE POTEVANO VARIARE. Io m'aggio posto in core a Dio servire IO MI SONO MESSO IN CUORE DI SERVIRE DIO, PER FARE IN MODO DI ANDARE IN PARADISO, NEL LUOGO SANTO DI CUI HO SENTITO PARLARE, DOVE LA GIOIA, IL GIOCO E IL RISO SONO ETERNI. lo M'AGGIO POSTO IN CORE A DIO SERVIRE, COM'IO POTESSE GIRE IN PARADISO, AL SANTO LOCO CH'AGGIO AUDITO DIRE, U' SI MANTEN SOLLAZZO, GIOCO E RISO. SANZA MIA DONNA NON VI VORIA GIRE, QUELLA C'HA BLONDA TESTA E CLARO VISO, CHÉ SANZA LEI NON POTERIA GAUDERE, ESTANDO DA LA MIA DONNA DIVISO.. MA NON LO DICO A TALE INTENDIMENTO, PERCH'IO PECCATO CI VOLESSE FARE; SE NON VEDER LO SUO BEL PORTAMENTO E LO BEL VISO E 'L MORBIDO SGUARDARE: CHÉ LO MI TERIA IN GRAN CONSOLAMENTO, VEGGENDO LA MIA DONNA IN GHIORA STARE SENZA LA MIA DONNA NON CI VORREI ANDARE, LEI HA.I CAPELLI BIONDI E LA PELLE CHIARA, PERCHÉ SENZA LEI NON PROVEREI GIOIA,. STANDO LONTANO DALLA MIA DONNA 116-117 MA NON LO DICO, PERCHÉ VOGLIO COMMETTERE UN PECCATO, BENSÍ PER VEDERE IL SUO BEL PORTAMENTO E IL SUO BEL VISO E LO SGUARDO GENTILE, NOBILE: PERCHÉ PER ME SAREBBE UNA GRANDE CONSOLAZIONE, VEDERE LA MIA DONNA STARE NELLA GIOIA ELEMENTI: CAPELLI BIONDI = ORO PELLE CHIARA= DI CHI NON LAVORA, PADRONA DI CASA LEGAME CON IL DIVINO SERVE DIO PER ANDARE DALLA SUA DONNA Amor è un desio che ven AMOR È UNO DESI[O] CHE VEN DA' CORE PER ABONDANZA DI GRAN PIACIMENTO; E LI OCCHI IN PRIMA GENERA[N] L'AMORE E LO CORE LI DA NUTRICAMENTO. BEN È ALCUNA FIATA OM AMATORE SENZA VEDERE SO 'NAMORAMENTO, MA QUELL'AMOR CHE STRINGE CON FURORE DA LA VISTA DE OCCHI HA NAS[CI]MENTO: CHÉ LI OCCHI RAPRESENTA[N] A LO CORE D'ONNI COSA CHE VEDEN BONO E RIO COM'È FORMATA NATURAL[E]MENTE; E LO COR, CHE DI ZO È CONCEPITORE, IMAGINA, E [LI] PIACE QUEL DESIO: E QUESTO AMORE REGNA FRA LA GENTE 119 che ven dà core L'AMORE È UN DESIDERIO CHE VIENE DAL CUORE PER ABBONDANZA DI PIACERE; LA VISTA PER PRIMA GENERA L'AMORE, E IL CUORE LO NUTRE. BENSÍ A VOLTE SI AMA SENZA VEDERE L'OGGETTO DELL'AMORE, MA QUELL'AMORE CHE AVVINCE CON PASSIONE NASCE DALLA VISTA: PERCHÉ GLI OCCHI RAPPRESENTANO AL CUORE IL BUONO E IL CATTIVO DI OGNI COSA COME È IN NATURA E IL CUORE CHE LO ACCOGLIE, IMMAGINA, E GLI PIACE QUESTO DESIDERIO: E QUESTO É L'AMORE CHE REGNA NEL MONDO LINGUAGGIO PIANO, NON AULICO, NON MOLTE METAFORE