Il Morgante: quando l'epica diventa comica
Il Morgante è il capolavoro di Pulci, un poema cavalleresco di 28 cantari che stravolge completamente il genere. La cosa più divertente? È formato da due parti completamente diverse: i primi 23 cantari sono pura commedia grottesca, gli ultimi 5 diventano improvvisamente seri ed eroici.
La trama è geniale nella sua assurdità: Orlando lascia Parigi offeso e incontra il gigante Morgante, che si converte al cristianesimo e diventa suo scudiero. Con loro c'è Margutte, un mezzo gigante che muore... dalle risate vedendo una scimmia che si infila i suoi stivali! Morgante invece muore per il morso di un granchiolino.
Negli ultimi cantari compare Astarotte, un diavolo colto e malinconico che fa il teologo - l'ennesimo paradosso di Pulci. La storia si conclude con la morte di Orlando a Roncisvalle, ma anche qui l'autore non resiste a inserire elementi comici e magici.
Il linguaggio del Morgante è la vera rivoluzione: Pulci mescola fiorentino colto (Dante e Boccaccio) con espressioni popolari, creando un effetto espressivo unico. È come se facesse rap medievale!
💡 Trucco per l'interrogazione: Il segreto di Pulci sta nella "mescolanza di alto e basso" - ricordati questa formula e fai sempre esempi concreti.