Poetica del Vago e dell'Indefinito
Leopardi elabora una poetica rivoluzionaria basata sul vago e indefinito, esaltando il ruolo dell'immaginazione e della rimembranza. Tutto ciò che è vago, indefinito, lontano e ignoto stimola l'immaginazione e crea l'illusione dell'infinito.
La sua Teoria della Visione spiega come la vista impedita da un ostacolo (una siepe, una torre, una finestra) susciti idee vaghe e indefinite, quindi piacevoli. Parallelamente, la Teoria del Suono identifica nei rumori lontani e nelle voci che evocano la fanciullezza una fonte di emozioni poetiche.
La rimembranza diventa centrale: la poesia è recupero del vivere immaginoso dell'infanzia attraverso la memoria. Il bello poetico consiste proprio nel vago e nell'indefinito, che generano quella catena: sensazioni indefinite → illusioni → immaginazione → piacere → felicità.
Nelle opere della maturità, Leopardi abbandona il pessimismo storico (la natura è buona, la società cattiva) per abbracciare il pessimismo cosmico: la natura stessa è matrigna e condanna l'uomo all'infelicità eterna.
💡 Ricorda: Il "vago e indefinito" non sono difetti espressivi, ma la vera essenza della poesia leopardiana!