Antichi e moderni: il classicismo romantico
Leopardi confronta continuamente antichi e moderni. Gli antichi (Greci e Romani) vivevano vicino alla natura, seguendo un'immaginazione spontanea alimentata da miti e illusioni. Questo li rendeva più felici, anche se inconsapevolmente.
I moderni sono caratterizzati dalla ragione e dal progresso scientifico, che hanno portato una visione disincantata della realtà. Questa consapevolezza ha spezzato le illusioni e rivelato l'indifferenza della natura, condannando i moderni a un'infelicità profonda e consapevole.
Il classicismo romantico di Leopardi è una posizione originale. Inizialmente critica il romanticismo in scritti come la "Lettera ai compilatori della 'Biblioteca italiana'" (1816), ma le sue idee sono diverse dai classicisti tradizionali.
Per lui la poesia deve esprimere spontaneità e fantasia, criticando sia il classicismo accademico con le sue regole rigide, sia i romantici per la loro artificiosità. Valorizza i classici come modelli di freschezza, ma lo fa con spirito romantico. Condivide con il romanticismo temi come la ricerca dell'infinito e l'amore per il "vago e indefinito".
💡 Posizione unica: Leopardi dimostra che classicismo e romanticismo possono coesistere, contrariamente a quello che si pensava allora!