"Onde dorate": analisi di un capolavoro barocco
In "Onde dorate", Marino trasforma un gesto quotidiano - una donna che si pettina i capelli biondi - in una metafora marina straordinaria! L'intero componimento si basa sull'accostamento tra l'azione del pettinarsi e la navigazione, dimostrando perfettamente la tecnica barocca.
Il poeta utilizza un ricchissimo campo semantico del mare: navicella, onde, flutti, solco, rotte, catene, naufragio, tempesta, scoglio, golfo. Ogni verso richiama questo tema, paragonando la donna che si pettina a una navicella che naviga nell'oro dei suoi capelli.
💡 Tecnica barocca: Marino subordina il significato per far risaltare il suono delle parole - nota come ripete il suono "oro" in "amor", "error", "moro", "tesor"!
La poesia è ricchissima di figure retoriche: endiadi come "biondo tesor", ossimori come "ricco naufragio", e la ripetizione di "avorio" per il pettine e la mano. Il "ricco naufragio" rappresenta le pene d'amore, ma alla fine il poeta trova rifugio nella donna, che diventa un porto sicuro e splendente.
La struttura è tipicamente barocca: anche un'azione semplice viene descritta con figure retoriche pesanti e insistite. Nel Barocco si ignora spesso la sintesi - basti pensare che l'Adone di Marino conta ben 40.000 versi! Questo approccio può sembrare eccessivo, ma dimostra la ricerca continua di stupire e meravigliare il lettore attraverso la complessità espressiva.