I Paladini e il Cavaliere Inesistente
Sotto le mura di Parigi, Carlo Magno passa in rassegna i suoi paladini. Tra questi c'è Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni, un cavaliere dall'armatura bianchissima e immacolata che si presenta con un lungo elenco di titoli. C'è però qualcosa di strano in lui: Agilulfo non esiste fisicamente! La sua armatura è vuota e lui riesce a esistere solo grazie alla sua incredibile forza di volontà.
Durante la notte, mentre tutti dormono, Agilulfo vaga inquieto poiché non ha bisogno di dormire. La vista dei corpi addormentati gli provoca disagio, essendo lui privo di corpo. Per mantenere la sua lucidità mentale, si dedica a esercizi di precisione: conta oggetti, li dispone in figure geometriche e risolve problemi matematici.
Nel campo arriva Rambaldo di Rossiglione, un giovane che vuole arruolarsi per vendicare suo padre, morto eroicamente sotto le mura di Siviglia. Deluso dalla realtà della vita militare, diversa dalle sue aspettative, cerca Agilulfo e gli confida il suo turbamento. Tra i due si crea un legame particolare: Rambaldo è pieno di emozioni e confusione, mentre Agilulfo rappresenta l'ordine e la precisione.
💡 Agilulfo e Rambaldo rappresentano due modi opposti di esistere: uno è pura coscienza senza corpo, l'altro è un giovane che cerca il senso della propria esistenza attraverso le emozioni e le azioni.








