La poetica carducciana
Carducci parte da posizioni violentemente antiromantiche, criticando il sentimentalismo dei romantici italiani di seconda generazione. Vuole restaurare la dignità aulica dei classici e il discorso poetico elevato.
Quando scopre il romanticismo europeo, soprattutto Heinrich Heine, se ne innamora perdutamente. Questa apertura segna una svolta nel suo stile e nelle sue tematiche.
Nella maturità abbandona lo sdegno giovanile per ripiegare verso l'intimismo. Emergono l'angoscia per la morte, la nostalgia dell'infanzia e tendenze evasive che lo avvicinano al decadentismo. Subisce l'influenza del Parnassianesimo francese e persino dello spleen baudelairiano.
Le sue opere principali si dividono tra la fase giovanile (Juvenilia, Giambi ed epodi, Inno a Satana) e quella della maturità (Odi barbare, Rime nuove, Rime e ritmi).
Attenzione: Carducci non è solo un neoclassico rigido, ma evolve verso forme più moderne che anticipano il Decadentismo.