Dialogo della Natura e di un Islandese - Lo scontro finale
Cosa succederebbe se potessi parlare faccia a faccia con la Natura e accusarla di tutti i mali del mondo? Leopardi nel 1824 inscena questo confronto epico attraverso un islandese che, fuggendo dal gelo della sua patria, incontra la Natura personificata come una donna gigantesca in Africa.
L'Islandese è il perfetto accusatore: ha cercato la felicità ovunque, dalla vita solitaria ai paesi dal clima mite, ma ha trovato solo terremoti, malattie, animali feroci, vecchiaia. La sua accusa è devastante: la Natura è nemica dell'uomo e responsabile di ogni sofferenza.
La Natura risponde con fredda indifferenza: "La vita dell'universo è un perpetuo circuito di produzione e distruzione". Non le importa nulla della felicità o infelicità umana - il suo unico scopo è mantenere eterno questo ciclo di vita e morte. Gli uomini sono solo strumenti usa e getta.
Il finale è geniale nella sua crudeltà: mentre l'Islandese chiede "a chi giova tutto questo?", viene sbranato da due leoni affamati (o sepolto dalla sabbia). La Natura dimostra così la sua totale indifferenza anche davanti alla morte del suo interlocutore.
💡 Svolta filosofica: Qui nasce il pessimismo cosmico - la Natura da madre amorevole diventa meccanismo impersonale e crudele.