L'arrivo a Monza e l'incontro con la "signora"
Dopo la separazione tra Renzo (diretto a Milano) e le due donne, Lucia e Agnese giungono al convento di Monza con una lettera di raccomandazione di fra Cristoforo. Il padre guardiano le conduce al monastero di clausura dove incontrano una suora giovane di nobile famiglia, chiamata da tutti semplicemente "la signora".
Questa monaca, che si rivela essere Gertrude, accetta di parlare da sola con Lucia. Durante il colloquio, fa domande strane che mettono in imbarazzo la ragazza. Nonostante Lucia sia timida e Agnese tenti di rispondere al posto suo, Gertrude insiste per sentire il racconto direttamente dalla giovane.
La "signora" appare come una figura ambigua: giovane e bella, ma dal volto sciupato, come di chi ha vissuto troppo intensamente per la sua età. Dopo aver ascoltato la storia, accetta di ospitare le due donne nella casa della fattoressa del convento.
⚠️ Attenzione! La descrizione di Gertrude come "inquieta, nervosa e volubile" rivela subito che sotto l'apparenza di una normale suora si nasconde una personalità tormentata.
A questo punto Manzoni interrompe la storia di Lucia per raccontarci il passato di Gertrude, figlia di un principe feudatario di Monza che, per mantenere intatto il patrimonio familiare destinato al primogenito, decide che gli altri figli diventeranno religiosi.




