Cerbero e i golosi nel terzo cerchio
Dopo essersi ripreso dallo svenimento seguìto all'incontro con Paolo e Francesca, Dante si ritrova nel terzo cerchio infernale. Qui i dannati sono tormentati da una pioggia perpetua di acqua sporca e neve che forma una fanghiglia puzzolente.
A guardia di questo cerchio c'è Cerbero, mostro a tre teste con occhi rossi e ventre gonfio. La bestia latra ferocemente e dilania con gli artigli i dannati distesi nel fango. Quando vede avvicinarsi i due poeti, Cerbero si scaglia contro di loro, ma Virgilio lo placa gettandogli della terra nelle fauci.
💡 Nota come Dante crea un perfetto contrappasso: i golosi che in vita hanno soddisfatto eccessivamente il loro appetito, ora giacciono nel fango sotto una pioggia putrescente, tormentati da un mostro affamato.
Tra le anime punite, una si solleva e parla al poeta: è Ciacco, concittadino fiorentino di Dante, condannato per la sua golosità. Il suo aspetto è così stravolto dalla pena che Dante non lo riconosce. Ciacco si lamenta che Firenze è una città "piena d'invidia" e rivela che molti fiorentini sono puniti in quel cerchio.
La profezia su Firenze
Commosso dalla pena di Ciacco, Dante gli pone tre domande sulla loro città natale: quale sarà l'esito delle lotte politiche, se ci sono ancora cittadini giusti, e quali sono le cause delle divisioni interne.



