La vita di Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785 in una famiglia illustre. Suo nonno materno era il famoso Cesare Beccaria, mentre sulla paternità biologica ci sono dubbi (forse fu Pietro Verri invece del padre anagrafico Pietro Manzoni).
La sua formazione cambiò radicalmente quando si trasferì a Parigi nel 1805 per raggiungere la madre Giulia. Qui entrò in contatto con la cultura illuminista e il giansenismo, movimento religioso che credeva che l'uomo fosse naturalmente incline al male. Nel 1810 si conclude la sua conversione al cattolicesimo e sposa Enrichetta Blondel, tornando a Milano.
Il periodo tra il 1810 e il 1842 rappresenta la fase più produttiva della sua vita. Scrive gli "Inni Sacri", le tragedie "Il Conte di Carmagnola" e "l'Adelchi", e lavora alle tre versioni del suo capolavoro "I Promessi Sposi": "Fermo e Lucia" (1823), la versione in lombardo (1827) e quella definitiva in fiorentino .
Curiosità: Sebbene influenzato dal giansenismo, Manzoni credeva che l'uomo, pur incline al male a causa del peccato originale, potesse riscattarsi con la propria volontà - una visione più ottimista della natura umana!
Dopo il 1842 smette di scrivere, ma continua a partecipare alla vita politica italiana. Viene nominato senatore del Regno d'Italia e partecipa alla prima seduta del parlamento italiano nel 1861. Muore a Milano il 22 maggio 1873.




