L'età vittoriana: politica e società
L'Inghilterra vittoriana è stata definita "l'età delle riforme" - e per buoni motivi! Quando Vittoria divenne regina a soli 18 anni, trovò un paese in crisi totale: la gente lavorava 18 ore al giorno, le condizioni sanitarie erano disastrose e le tasse schiacciavano i più poveri.
I due partiti principali, conservatori (Tories) e liberali (Whigs), si alternarono al potere creando una serie di riforme che cambiarono per sempre la società inglese. Furono ridotte le ore lavorative, bonificate le zone povere e create le workhouses - luoghi dove orfani e disoccupati potevano trovare rifugio.
La mentalità vittoriana era profondamente influenzata dal puritanesimo: la povertà era considerata un crimine personale ("se non lavori, è colpa tua"). Questa "età della rispettabilità" arrivò al punto di coprire le gambe dei tavoli perché troppo suggestive!
Curiosità: La regina Vittoria era così puritana che fece cancellare la parola "belly" (pancia) dal dizionario perché la trovava frivola!
Le riforme più importanti includevano il diritto di voto esteso alle città industriali (1832), la limitazione del lavoro minorile (1833) e l'introduzione del voto segreto (1872). Le donne dovettero aspettare fino al 1918 per votare - e solo se avevano più di 30 anni.









