L'età vittoriana: politica e società
Immaginate una ragazza di appena 18 anni che diventa regina e governa per quasi 64 anni - questa è la storia della regina Victoria! Salita al trono nel 1837, non solo restaurò la reputazione della monarchia, ma diede il nome a un'intera epoca.
Victoria sposò il cugino Alberto di Saxe-Coburg-Gotha nel 1840, che ricevette il titolo di principe consorte. La coppia reale divenne il simbolo dei valori morali dell'epoca: rispettabilità, virtù e famiglia unita con ben nove figli.
Durante il regno vittoriano nascono i partiti politici moderni: i Whigs diventano il Partito Liberale, i Tories il Partito Conservativo. Due figure dominano la scena: Gladstone (liberale, concentrato sulle riforme interne come il Third Reform Act del 1884) e Disraeli (conservatore, focalizzato sulla politica estera e imperiale - lui fece incoronare Victoria "Imperatrice d'India").
Il movimento cartista del 1838 rappresenta la prima protesta di massa della classe operaia. Anche se non ottenne risultati immediati, aprì la strada alle riforme elettorali del 1867 e 1884 che estesero il diritto di voto. L'abolizione delle Corn Laws nel 1846 trasformò la Gran Bretagna da economia agricola a industriale, dando inizio a un lungo boom economico.
Da ricordare: Il compromesso vittoriano combinava progresso tecnologico e valori morali rigidi, ma spesso ignorava le contraddizioni sociali dell'epoca.











































