Enrico II il Plantageneto e la Magna Charta
Con l'ascesa al trono di Enrico II il Plantageneto nel XII secolo, la monarchia inglese raggiunse l'apice della sua potenza. Il re Plantageneto proseguì e intensificò il processo di centralizzazione avviato da Guglielmo il Conquistatore:
- Creò un'amministrazione giudiziaria guidata da giudici che agivano in nome del re
- Rafforzò la collaborazione tra giudici e sceriffi
- Espanse ulteriormente i domini inglesi in territorio francese
Vocabolario: I Plantageneti furono una dinastia reale che governò l'Inghilterra dal 1154 al 1485, iniziando con Enrico II.
Tuttavia, il crescente potere della monarchia portò anche a tensioni con la nobiltà. Già nel 1100, Enrico I aveva emanato lo Statuto delle libertà, un documento che poneva alcuni limiti al potere reale. La situazione giunse a un punto critico con il re Giovanni Senza Terra, che subì una pesante sconfitta contro i francesi a Bouvines nel 1214, perdendo la Normandia e l'Angiò.
Highlight: La debolezza di Giovanni Senza Terra offrì l'opportunità ai baroni, all'alta borghesia e agli ecclesiastici di ottenere un documento scritto che limitasse il potere assoluto del sovrano: la Magna Charta Libertatum.
La Magna Carta riassunto includeva diversi punti fondamentali:
- Nessun uomo libero poteva essere imprigionato senza un giusto processo
- Il re doveva essere affiancato nelle sue decisioni dal Consiglio della Corona, composto da 25 baroni
- Ogni uomo libero aveva diritto a essere giudicato da un tribunale composto dai suoi pari
- I mercanti potevano circolare liberamente in territorio inglese senza pagare tasse
- I baroni potevano opporsi al re se non avesse rispettato i suoi obblighi
Citazione: "Nessun uomo libero potrà essere arrestato, imprigionato, privato dei propri diritti o possedimenti, esiliato o messo fuori legge, o privato della sua persona se non dopo un regolare processo davanti ad una giuria composta dai suoi pari." - Articolo 39 della Magna Charta Libertatum




