Lo stato di natura e il contratto sociale
Secondo Hobbes, l'uomo inizialmente viveva in uno stato di natura, una condizione ipotetica in cui gli individui agiscono solo per interesse personale senza alcuna legge condivisa. In questa situazione vige il principio "homo homini lupus" (ogni uomo è un lupo per l'altro uomo), dove tutti sono pronti ad aggredirsi reciprocamente.
La vita nello stato di natura è quindi "solitaria, misera, brutale e breve". Gli uomini, guidati dalla ragione calcolatrice, comprendono che per sopravvivere devono rinunciare al proprio diritto naturale (la libertà di fare qualsiasi cosa) attraverso un patto reciproco.
Per uscire da questa condizione, gli uomini devono seguire le leggi naturali dettate dalla ragione: cercare la pace, rinunciare al diritto su tutte le cose e rispettare i patti ("pacta sunt servanda"). Questo porta alla formazione di un pactum unionis (patto di unione), seguito necessariamente da un pactum subiectionis (patto di sottomissione) a un'autorità centrale.
Attenzione! Lo stato di natura non è una condizione storica reale ma un'ipotesi teorica che si manifesta durante i periodi di guerra civile, quando le leggi perdono la loro efficacia.




































