Da Kant all'Idealismo
Immagina di essere davanti a un muro invalicabile - questo è quello che sentivano i filosofi dopo Kant! Il dualismo kantiano aveva creato una divisione netta: da una parte il mondo dei fenomeni (conoscibile), dall'altra quello dei noumeni (inconoscibile). Ma come può esistere qualcosa che per definizione non possiamo mai conoscere?
I post-kantiani si ribellano a questa idea. Non accettano che esista una "cosa in sé" completamente inaccessibile alla nostra mente. È qui che entra in gioco il clima romantico: gli artisti come Schlegel e Novalis iniziano a parlare dell'io come centro creativo della realtà.
L'intuizione rivoluzionaria è questa: se l'io crea la realtà (come fa l'artista con le sue opere), allora non c'è più separazione tra soggetto e oggetto! Nasce così l'idealismo romantico, dove la filosofia diventa la scienza dell'Assoluto - una conoscenza totale che abbraccia tutto ciò che esiste.
💡 Ricorda: Il passaggio chiave è dall'io che "ordina" la realtà (Kant) all'io che la "crea" (idealisti).











