Età ellenistica: quando tutto cambia
Immagina di vivere in un mondo dove la tua piccola città-stato non conta più nulla e ti ritrovi suddito di un impero immenso. È esattamente quello che successe dopo la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C., quando inizia l'età ellenistica.
Il grande impero si frantuma in tre regni principali: Macedonia, Egitto e Asia. Le vecchie poleis greche perdono importanza e nascono monarchie assolute. Il cittadino attivo (polites) dell'età classica diventa un semplice suddito senza voce politica.
La società si trasforma profondamente. Da un lato abbiamo i nuovi ricchi (grandi mercanti e speculatori), dall'altro la crescita della schiavitù. Il ceto medio - artigiani, contadini, piccoli commercianti - si impoverisce progressivamente. Si crea una frattura tra individuo e collettività, e molti si estraniano dalla vita politica.
Curiosità: Terenzio Varrone divideva gli strumenti agricoli in tre categorie: strumenti parlanti (schiavi), semiparlanti (buoi) e muti (utensili). Questo ti fa capire quanto fosse radicata la mentalità schiavistica!
Ad Alessandria d'Egitto nasce il più grande centro culturale dell'antichità: la famosa Biblioteca con 700.000 volumi-papiro e il Museo con osservatorio, giardino zoologico e sale anatomiche. Gli intellettuali, stipendiati dallo Stato, possono dedicarsi completamente agli studi specializzati.











