Lo Scetticismo Antico
Gli Scettici hanno un approccio radicalmente diverso: secondo loro, la vera saggezza consiste nell'ammettere che non possiamo conoscere la verità ultima delle cose. La molteplicità delle filosofie esistenti lo dimostra!
Ma attenzione: non negano i fenomeni, negano solo la pretesa di spiegarli definitivamente. Vivono normalmente, si affidano ai sensi per convenienza, ma sospendono il giudizio su tutto ciò che va oltre l'esperienza immediata.
Pirrone di Elide, che partecipò alle campagne di Alessandro, non scrisse nulla. Le sue idee ci arrivano tramite il discepolo Timone. Per Pirrone non esistono cose vere o false, buone o cattive per natura, ma solo per convenzione. Da qui nasce l'epochè (sospensione del giudizio) e l'afasia (il non pronunciarsi su niente).
Sesto Empirico demolisce sistematicamente ogni forma di ragionamento. La deduzione è un circolo vizioso (la conclusione è già nelle premesse), l'induzione è impossibile (non possiamo esaminare tutti i casi). Anche il concetto di divinità è contraddittorio: se Dio è corporeo, è mortale; se prova emozioni, è imperfetto.
Nonostante tutto, gli Scettici non sono nichilisti. Seguono quattro guide pratiche: le indicazioni naturali dei sensi, i bisogni del corpo, le tradizioni e le regole tecniche. Raggiungono così l'atarassia: la serenità che deriva dall'accettare i propri limiti.
💡 Lezione moderna: Lo scetticismo antico anticipa il metodo scientifico moderno: dubitare per conoscere meglio, non per rinunciare a conoscere!