Le Teorie Atomiche: Da Dalton a Bohr
Dalton è stato il primo a ipotizzare che tutta la materia fosse formata da piccole particelle chiamate atomi. Secondo lui, questi erano indistruttibili e indivisibili, come dei mattoncini LEGO che non si possono rompere.
La sua teoria spiegava anche perché elementi diversi hanno proprietà diverse. L'idrogeno, per esempio, è piccolo e poco elettronegativo, mentre l'ossigeno è più grande e molto elettronegativo (cioè "affamato" di elettroni).
Thomson fece però una scoperta rivoluzionaria: trovò gli elettroni, particelle ancora più piccole dell'atomo! Propose il famoso "modello a panettone" - immagina l'atomo come un panettone dove l'impasto (carico positivamente) contiene l'uvetta (gli elettroni negativi).
💡 Curiosità: Il modello di Thomson sembrava convincente, ma gli esperimenti successivi dimostrarono che era sbagliato!
Goldstein scoprì che esistevano anche particelle positive (i raggi anodici) usando tubi speciali con il catodo forato. Questo preparò la strada per le scoperte di Rutherford.
Rutherford "bombardò" una lamina d'oro con particelle alfa e scoprì qualcosa di incredibile: il 99% passava attraverso senza problemi, ma alcune rimbalzavano indietro! Capì che l'atomo è principalmente spazio vuoto con un piccolo nucleo centrale denso e carico positivamente. Gli elettroni girano attorno come pianeti (da qui "modello planetario").
Bohr perfezionò il modello studiando la luce emessa dall'idrogeno incandescente. Scoprì che gli elettroni si muovono su livelli energetici specifici, introducendo il concetto di orbitale - la zona dove è più probabile trovare un elettrone.