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La Rivoluzione Americana
La Colonizzazione del Nord America era già cominciata agli inizi del Seicento, quando gruppi di
inglesi Puritani sc
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La Rivoluzione Americana La Colonizzazione del Nord America era già cominciata agli inizi del Seicento, quando gruppi di inglesi Puritani scelsero di abbandonare la Madrepatria a causa delle politiche religiose degli Stuart. La prima colonia fondata fu quella del Massachusetts nel 1620 dai Padri Pellegrini che spinsero sempre di più altri dissidenti religiosi a fondare nuove colonie tra le coste atlantiche e i Monti Appalachi. Non furono solamente gli inglesi ad emigrare in Nord America, ma anche ugonotti francesi, olandesi e protestanti tedeschi facendo aumentare la popolazione dei coloni da 250.000 agli inizi del Settecento a 2.500.000 nel 1776. Le colonie inglesi in America nacquero o grazie alle compagnie di commercio o grazie all'autorità regia, e da qui possiamo classificare tre tipi di colonie: Colonie con Carta, fondate e amministrate dalle Compagnie di Commercio grazie ad una concessione da parte della Corona; Colonie di Proprietari, fondati da privati cittadini con il riconoscimento della Corona; Colonie regie, poste direttamente al controllo della Corona; Tutte le colonie avevano un Governatore che, ai vari casi, era nominato dalle Compagnie, dai Proprietari o dal Re. Ogni colonia disponeva di tre organi: un Consiglio Coloniale, un'assemblea legislativa e un'assemblea di giudici nominati dal governatore, il quale inoltre aveva diritto di voto sulle decisioni dell'assemblea: da qui di dice che il governo...

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Susanna, utente iOS

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Didascalia alternativa:

delle Colonie era l'Autogoverno. Oltre il livello politico, le colonie si differenziano a livello economico e sociale, per esempio le Colonie del Nord(Massachusetts, Rhode Island, Connecticut e New Hampshire) vivevano prevalentemente di Commercio e industrie, favorite dall'assenza delle aristocrazia, inoltre religione preminente era il puritanesimo; le Colonie del Centro(New York, New Jersey, Pennsylvania e Delaware) vivevano anch'esse di Commercio soprattutto di pellicce, e piccole attività economiche e qui si ha una grande differenza di culture in quanto sono presenti oltre che inglesi, svedesi, tedeschi e olandesi; le Colonie del Sud(Nord Carolina, Sud Carolina, Georgia, Maryland e Virginia) avevano come settore principale quello dell'agricoltura basata sul latifondo, dove vi erano estese piantagioni lavorate da schiavi neri, vi era una forte presenza della vecchia aristocrazia anglicana inglese. Le Cause dello scontro. Il motivo principale del conflitto tra Colonie e Gran Bretagna era di tipo economico e politico: l'Inghilterra attraverso gli Atti di Navigazione, redatti agli inizi del Seicento con la fondazione delle colonie, aveva fatto in modo di garantirsi i traffici ed il monopolio economico delle colonie, stabilendo prima che solo le navi inglesi potessero sbarcare nei porti americani e poi che le colonie potessero commerciare solo ed esclusivamente con la Madrepatria, imponendo ad ogni scambio commerciale dazi sui prodotti. Inoltre con la partecipazione dei colonie inglesi alla Guerra dei Sette anni e all'eliminazione della presenza francese nel Nord America, agli stessi coloni fu vietato di estendere i possedimenti oltre i Monti Appalachi con Royal Proclamation. I rapporti tra Colonie e Madrepatria si aggravarono il parlamento di Londra emanò leggi che ribadivano il monopolio inglese sull'economia delle colonie, con la Sugar Act, Revenue Act, Currency Act e Stamp Act. Di fronte a ciò le colonie, basandosi sugli stessi principi costituzionali inglesi, dichiarano incostituzionali gli atti del parlamento inglese, al quale non sedevano rappresentanti delle colonie; a ciò si diffuse un forte sentimento antiinglese che ebbe come slogan: No taxation without no representation. Nel giro di poco tempo iniziarono I primi atti di boicottaggio delle merci inglesi, tra cui il più famoso atto di ribellione è il Boston Tea Party, dove un gruppo di coloni assaltò navi della Compagnia delle Indie e rovesciò a mare carichi di tè, provocando danni economici. La Gran Bretagna ribadì il pieno diritto di legiferare sulle colonie emanando le leggi Townshend e soprattutto il Mutiny Act, che imponeva alle colonie di dare approvvigionamenti e alloggi alle truppe inglesi. La Guerra di Indipendenza. Le tensioni aumentano con le Intolerable Acts con le quali il porto di Boston venne chiuso, i governatori furono autorizzati a requisire alloggi privati a conto delle truppe inglesi e i territori a Nord del fiume Ohio vennero dai ai cittadini francesi delle colonie del Canada. La società americana si divise così in vari movimenti che rispecchiavano le esigenze politiche ed economiche di ogni colonia: si avevano gli Indipendentisti, i quali trovavano come soluzione quella di separarsi dalla Gran Bretagna, inoltre vi facevano parte prevalentemente borghesi; poi si avevano i Lealisti cioè i fedeli della Corona Britannica capeggiati da proprietari terrieri e monarchici. I rappresentanti delle tredici colonie si riunirono a Philadelphia dando vita al Primo Congresso Continentale che decretò la nascita dell'Esercito Continentale guidato da George Washington. Se precedentemente si era assistiti ad azioni di boicottaggio, ora si avevano azioni di tipo militari: il primo scontro tra le truppe dell'Esercito Continentale e le truppe inglesi fu a Lexington. L'opinione pubblica americana aveva come tema sostenuto quello del diritto di ogni popolo all'autogoverno, e da questo principio il 4 luglio 1776 si riunì a Philadelphia il secondo congresso che proclama la Dichiarazione di Indipendenza. Questa Dichiarazione era stata redatta da Thomas Jefferson che oltre a trascrivere l'indipendenza della nazione americana, faceva appello all'uguaglianza naturale degli uomini che godono di diritti inalienabili, e se il governo dovesse ledere questi diritti diventerebbe automaticamente illegittimo e tiranno. Un altro principio della dichiarazione è l'importanza della sovranità popolare e del suo consenso. La Guerra di Indipendenza sarebbe durata sette anni dal 1776 al 1783, però oltre essere una guerra per l'indipendenza, questo conflitto ha lacerato moltissimo la società americana in quanto da una parte divise la popolazione in Indipendentisti e Lealisti, divise le Colonie del Nord e del Sud, e provocò problemi ai proprietari terrieri del Sud con gli schiavi neri e scontri tra coloni del Nord con le popolazioni indigene. Parlando degli schiavi, questi svolsero un ruolo importante sia da una parte che dall'altra in quanto furono arruolati sia dall'Esercito Continentale sia dal Regio Esercito in cambio della libertà. Nonostante le forze sul campo fossero in maggioranza inglesi, paesi europei come Francia e Spagna intervennero dalla parte degli Americani bilanciando il conflitto e segnando le sorti della guerra. Una battaglia decisiva fu a Yorktown nel 1781 e dopo due anni nel 1783 ci fu il trattato di Versailles con cui re Giorgio III, che sin da subito era contro la repressione armata, riconobbe l'indipendenza delle tredici colonie. La formazione degli Stati Uniti d'America Nonostante la vittoria della guerra, le tredici colonie si trovavano in una difficile situazione: da un punto di vista legislativo non si avevano leggi che regolassero le questioni territoriali tra gli stati,il monopolio dei dazi e le monete usate dai singoli stati; la situazione finanziaria era molto critica in quanto le colonie si erano indebitate per le spese di guerra; la situazione politica era anch'essa critica in quanto gli stati del Nord, detti federalisti, volevano un governo centrale forte mentre gli stati del Sud, detti antifederalisti, volevano dare al governo una funzione pressoché di rappresentanza, lasciando le questioni politiche ed economiche ai vari stati. Per far fronte a ciò, fu emanata una nuova Costituzione a Filadelfia nel 1787 che conciliava tutti gli stati: secondo il nuovo testo, oltre che ribadire la libertà dell'uomo e i suoi diritti naturali, si creò un governo centrale che svolgesse le funzioni più importanti come la politica estera, finanziaria e difesa, mentre ai singoli stati fu data una certa autonomia all'interno dei propri ordinamenti, basti pensare alla schiavitù. Gli Stati Uniti d'America divennero così uno Stato Repubblicano(presidenziale) e Federale dove i tre poteri dello Stato erano divisi in: ● Potere Esecutivo al Presidente della Repubblica, che è sia Capo di Stato e di Governo; Potere Legislativo ad un Congresso bicamerale, formato dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato; Potere Giudiziario alla Corte Suprema federale; ● Questa nuova costituzione entrò in vigore nel 1787 e le prime elezioni ci furono nel 1789 dove George Washington divenne il primo presidente degli Stati Uniti. La popolazione statunitense era prevalentemente rurale con circa 3,9 milioni di abitanti. Il governo federale decise così di creare il ministero del Tesoro e la Banca degli Stati Uniti che decretò l'introduzione del dollaro come moneta ufficiale. Furono fatti numerosi interventi a livello economico favorendo le industrie con una politica Protezionista, volendo lanciare gli Stati Uniti nella competizione economica e commerciale con l'Europa. Queste politiche economiche si dimostrarono efficaci ma aumentarono il divario tra Nord e Sud. Da un punto di vista politico si crearono due partiti politici: Repubblicani e Federali, parlando così di bipartitismo americano. Infine, tra il 1787 e 1819 ci fu un'espansione verso Ovest.