Le teorie classiche della sociologia
I primi pensatori della sociologia hanno cercato di comprendere scientificamente i cambiamenti della loro epoca. Auguste Comte, fondatore del positivismo, propose la "legge dei tre stadi" secondo cui la conoscenza umana passa dallo stadio teologico a quello metafisico fino a quello positivo (scientifico). Per lui la sociologia era una vera "fisica sociale" che studiava staticamente e dinamicamente il sistema sociale.
Karl Marx analizzò invece la società dal punto di vista materiale, sostenendo che "la storia è storia di lotte di classi". La sua teoria si concentra sul capitalismo e sul conflitto tra borghesia (proprietari) e proletariato (lavoratori). Per Marx, l'ideologia è una rappresentazione falsata della realtà creata dalla classe dominante per proteggere i propri interessi, mentre la coscienza di classe è fondamentale per il proletariato per comprendere la propria condizione.
⚡ Curiosità: Marx non si considerava propriamente un sociologo, ma le sue teorie hanno avuto un impatto enorme sulla disciplina, influenzando numerose correnti di pensiero sociologico successive.
Émile Durkheim introdusse il concetto di fatti sociali come "cose" osservabili empiricamente che esistono al di là dell'individuo. Studiò fenomeni come il suicidio, identificandone tre tipi: egoistico, altruistico e anomico. Per Durkheim era essenziale promuovere la coesione sociale, distinguendo tra solidarietà meccanica (società preindustriali) e organica (società complesse e interdipendenti).







































