Gli Inizi del Regno d'Italia
Quando l'Italia si unì nel 1861, era tutto fuorché un paese omogeneo. Il Piemonte aveva già industrie e ferrovie, mentre il Sud viveva ancora nel sistema feudale con enormi latifondi e una popolazione per lo più analfabeta. Questo divario economico e culturale creerà problemi enormi per i governi successivi.
L'aristocrazia meridionale aveva un rapporto complicato con il nuovo stato. Voleva mantenere la monarchia (meglio del re che della repubblica, che avrebbe dato potere alla borghesia), ma allo stesso tempo cercava di limitarne il potere per proteggere i propri privilegi e feudi. Era un po' come voler tenere il piede in due scarpe!
Dal 1861 al 1876 governa la Destra Storica, guidata dagli eredi politici di Cavour. Questi politici liberali rappresentavano aristocrazia e alta borghesia, con una base elettorale molto ristretta. La loro ricetta? "Piemontesizzare" l'Italia, estendendo le leggi sabaude a tutto il paese, e applicare una politica economica liberista (libero scambio).
Nota importante: Quintino Sella, ministro delle finanze, riuscì nell'impresa di azzerare il debito pubblico raggiungendo il pareggio di bilancio - un successo incredibile per un paese appena nato!



































