Il Falso Compromesso e l'Eredità di Cesare
Sapevi che l'uccisione di Cesare non salvò affatto la repubblica romana? Anzi, fu l'inizio della fine. Il 17 marzo del 44 a.C., due giorni dopo l'omicidio, il senato cercò disperatamente un compromesso tra i cesaricidi e Marco Antonio, il console fedele a Cesare.
La soluzione sembrava geniale: i cesaricidi come Bruto e Cassio restarono impuniti e mantennero i loro incarichi, mentre le leggi di Cesare venivano confermate. In pratica, il senato ammetteva che Cesare non era stato un tiranno, ma evitava vendette.
Tutto crollò quando si lesse il testamento di Cesare. Marco Antonio era sicuro di essere l'erede, invece Cesare aveva adottato il nipote Gaio Ottavio (il futuro Ottaviano), lasciandogli un quarto del suo enorme patrimonio. Inoltre, Cesare donava 300 sesterzi a ogni cittadino romano.
💡 Ricorda: Il denaro scatena sempre le passioni! La notizia dei soldi fece infuriare la plebe contro gli assassini di Cesare, mentre Antonio sfruttò i funerali per aizzare il popolo contro Bruto e Cassio, che dovettero fuggire in Oriente.





























