La distruzione delle civiltà amerindie
Quando gli europei arrivarono in America, il loro obiettivo principale era arricchirsi a qualsiasi costo. Questa brama di ricchezza portò alla distruzione di civiltà millenarie in pochissimo tempo.
Hernán Cortés sbarcò in Messico il 18 febbraio 1519 con soli 600 uomini, 16 cavalli e pochi cannoni. Nonostante l'enorme svantaggio numerico, riuscì a conquistare l'intero impero azteco. Il segreto? Bruciò le sue navi per impedire la ritirata, sfruttò le leggende locali (molti credevano fosse il dio Quetzalcoatl) e usò armi sconosciute agli indigeni.
L'imperatore Montezuma non oppose resistenza, convinto che Cortés fosse davvero una divinità. Gli spagnoli portarono anche malattie devastanti come il vaiolo, che decimarono la popolazione locale. Nel 1521 l'impero azteco diventò il vicereame della Nuova Spagna.
Anche l'impero inca subì la stessa sorte con Francisco Pizarro nel 1532. Pizarro catturò l'imperatore Atahualpa con l'inganno, chiese un riscatto enorme in oro, ma poi lo uccise comunque. In pochi anni l'impero diventò il vicereame del Perù.
Curiosità: Gli spagnoli riuscirono a conquistare milioni di persone anche grazie ai cavalli, animali completamente sconosciuti in America!