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La rivoluzione francese

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Turgot, Necker e Calonne. Le tre costituzioni, dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, Robespierre, la presa della Bastiglia, il giuramento della pallacorda, il Grande Terrore, il direttorio

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Fin dai suoi primi anni di regno, Luigi XVI dimostrò di essere facilmente influenzabile dal punto di vista politico, specialmente nell'attuare riforme sotto il punto di vista economico. Turgot: Il suo primo controllore generale delle finanze fu Turgot, che sosteneva la necessità di liberalizzare il commercio dei cereali, cosa non concessa precedentemente per fare in modo che ci fossero delle risorse da usare in caso di carestia. Decise di mettere in pratica questa sua idea benché i suoi oppositori fossero convinti che in tal maniera i mercanti non avrebbero venduto i cereali dove serviva, ma solamente nelle zone dove sarebbero stati pagati maggiormente. Alla prima carestia, la popolazione diede la colpa ai mercanti e Turgot perse anche l'appoggio dei proprietari terrieri (avvantaggiati a loro volta dalla sua riforma) introducendo un'imposta sulle terre. Venne licenziato quando propose l'eliminazione delle corvèes, prestazioni di lavoro gratuite che sarebbero quindi mancate ai nobili. Necker: Il suo secondo direttore generale delle finanze fu Necker, fin da subito molto amato dalla popolazione e profondamente contrario ai metodi utilizzati da Turgot. Voleva diminuire le uscite del paese e aumentarne le entrate ma, a causa degli sprechi della nobiltà e anche per i finanziamenti che la Francia garantiva ai coloni americani rivoluzionari, si arrivò a un indebitamento di stato. Venne licenziato dopo aver reso pubblico il bilancio...

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di stato. Calonne: Riuscì a placare l'indebitamento di stato, senza però risolverlo. Il re fu costretto a licenziarlo quando l'aristocrazia si mostrò contraria alle riforme che aveva proposto, come l'introduzione di tasse per clero e nobiltà e l'eliminazione delle dogane interne per favorire il commercio. Gli stati generali: Il parlamento di Parigi, composto da ceti privilegiati, si oppose a buona parte delle riforme economiche, rendendo impossibile la risoluzione dell'indebitamento di stato. Il re assunse nuovamente Necker e, sotto suo consiglio, convocò gli Stati Generali, un'assemblea consultiva e quindi senza un vero potere. Mentre l'elezione dei membri dell'ordine di clero e nobiltà era diretta, per l'elezione del terzo stato si riunivano tutti i capifamiglia borghesi, che eleggevano degli elettori che a loro volta avrebbero eletto i membri del terzo stato. Il parlamento di Parigi decise che anche quella volta si sarebbero riuniti in tre assemblee diverse e che i voti sarebbero stati per ordine e non per testa. Con l'elezione dei membri del terzo stato e la creazione di un quaderno delle lamentele, avanzarono alcune richieste: il passaggio da organo consultivo ad assemblea costituente, l'aumento di membri del terzo stato (avrebbero dovuto essere pari alla somma di membri di clero e nobiltà), il voto per testa e un'unica assemblea. Visto il malcontento degli altri due ordini, il re rifiutò e il terzo stato decise di riunirsi in un'assemblea a parte: l'assemblea nazionale. Con il giuramento della pallacorda, i membri del terzo stato, alcuni del clero povero e i nobili liberali che seguivano La Fayette giurarono di non sciogliere tale assemblea finché non fossero riusciti a dare una costituzione alla Francia.Messo alla stretta, il re decise di far unire anche la restante nobiltà e il restante clero all'assemblea, formando così l'Assemblea Nazionale Costituente. La presa della Bastiglia – 14 luglio 1789: Il re decise di radunare una milizia per far fronte a ciò che era accaduto e mentre anche i membri del terzo stato radunavano una loro milizia per difendersi, il popolo attaccò la Bastiglia, simbolo rivoluzionario in quanto posto di detenzione dei colpevoli di delitto e atti contro lo Stato, conquistandola. Uno dei motivi di tale atto fu l'ennesimo licenziamento di Necker, che il re si vide costretto ad assumere nuovamente. In città, inoltre, si andò a formare la guardia nazionale. Per via di questo primo atto rivoluzionario, nelle campagne iniziarono ad attuarsi delle rivolte che portarono i deputati ad abolire una volta per tutte il sistema feudale e i diritti signorili, rafforzando il concetto di uguaglianza giuridica. La dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Fu approvata nel 1789 su principio illuminista. I punti salienti erano l'affermazione dei diritti naturali dell'uomo, la libertà di stampa e di parola, la trasformazione dei sudditi in cittadini e la presunzione di innocenza. Essa attivò quindi un regime monarchico-costituzionale secondo la decisione dell'assemblea nazionale costituente, che ormai aveva a capo il Partito Patriota, con La Fayette e il conte di Mirabeau che sosteneva la necessità di dividere i poteri. Con l'allontanamento di molti nobili, che scappavano nei paesi limitrofi per poter chiedere aiuto militare e ritornare a un regime monarchico assoluto, il re iniziò a opporsi a ogni iniziativa dell'assemblea.La fiducia verso il sovrano era bassa, e lo divenne ancora di più quando al popolo giunse voce che stesse radunando un esercito contro la rivoluzione. Il 5 ottobre 1789 migliaia di donne marciarono su Versailles con la richiesta del pane e, il giorno successivo, il sovrano fu costretto a tornare a Parigi, sotto il controllo del popolo. I club: I rivoluzionari iniziarono a riunirsi in dei club, vedendosi anche in altri contesti oltre che nell'assemblea, e a fine 1789 si creò la Società degli amici della Costituzione, i cui membri erano chiamati giacobini, uomini appartenenti a tutte le idee politiche rivoluzionarie. Si divisero però in foglianti, ovvero monarchici moderati, e in cordiglieri, repubblicani radicali. I maggiori esponenti dei cordiglieri furono Danton e Marat. Confisca dei beni del clero: Tra le innumerevoli motivazioni per cui venne attuata troviamo la necessità di far fronte ai debiti dello Stato, sempre presenti. Il clero vantava di molte terre a cui proprietari terrieri e borghesi erano interessati, motivo per cui vennero messe in vendita attraverso gli assegnati, beni del Tesoro che venivano messi all'asta. Ne vennero, però, stampati troppi e assunsero il valore di cartamoneta fino, poi, a perderlo del tutto, generando un processo di inflazione. La confisca, inoltre, portò a una divisione politica all'interno del clero, aumentata dalla nascita della Costituzione del clero, che fece divenire tutti gli appartenenti al clero dei veri e propri funzionari di Stato. Per esserlo c'era bisogno di giurare fedeltà alla costituzione, ma solo pochi soggetti lo fecero (costituzionali) e chi rifiutò venne chiamato refrattario. La prima costituzione - 3 settembre 1791: Con il tentativo di fuga del re, fortunatamente evitato, e la strage di cordiglieri al Campo di Marte a Parigi, l’'assemblea nazionale costituente istituì la prima Costituzione francese. Limitava il potere del re a capo del potere esecutivo, istituendo il resto all'assemblea legislativa. Tuttavia il regime costituzionale-monarchico, specialmente dopo la fuga del re, si dimostrò essere un fallimento, generando poca fiducia da parte del popolo. Quando i membri dell'assemblea legislativa vennero eletti, i deputati risultarono essere per la maggior parte borghesi e, visto il suffragio ristretto su base censitaria, gli aventi diritto al voto fecero vincere i moderati, presenti in gran numero rispetto ai radicali. Tra i radicali si distinsero i girondini, gruppi di persone con a capo Brissot che appartenevano allo schieramento dei cordiglieri e dei giacobini. Essi erano repubblicani, liberali (diritti inalienabili e libertà civili) e federali (favoriscono l'unione). Fu proprio in questo periodo che nacque il concetto di destra, centro e sinistra politica. Nacque inoltre un altro gruppo, quello degli hebertisti, ovvero seguaci di Hébert (cordigliere) durante le rivolte dovute alla perdita di valore degli assegnati. La guerra: Lo sviluppo della rivoluzione e la caduta della monarchia assoluta aveva destato una certa preoccupazione nei confronti degli altri sovrani europei. Tra i paesi particolarmente toccati anche dal flusso migratorio di aristocratici francesi scappati dal loro paese, c'era l'Austria, il cui governo aveva iniziato a minacciare l'invasione della Francia se non fosse stato subito ripristinato l'assolutismo. Robespierre e i suoi seguaci erano fortemente convinti che una guerra avrebbe mandato all'aria la rivoluzione, mentre altri rivoluzionari, tra cui Brissot, erano certi che una guerra avrebbe unito ancora di più il paese. Nel 1792 venne dichiarata guerra all'Austria e la Prussia divenne sua alleata. I cittadini francesi iniziarono a farsi reclutare, prendendo il nome di federati. I Sanculotti: Vista la pressione dovuta all'invasione austriaca su vari fronti, il 10 agosto 1792 ci fu un'insurrezione guidata dai sanculotti, sostenitori dell'uguaglianza giuridica e sociale. Tale rivolta portò all'assalto del palazzo dove si teneva l'Assemblea Legislativa, il re tentò di nascondersi tra i deputati, ma venne scoperto e il suo potere venne sospeso. Nacque la Comune Insurrezionale e la Convenzione Nazionale (per sceglierne i membri si decise di fare delle elezioni a suffragio universale maschile, ma a votare fu solo il 10% degli aventi diritto), all'interno della quale emersero i girondini e il gruppo dei montagnardi (deputati radicali con a capo Robespierre, Marat e Danton). La Condanna e la rivolta della Vandea: Con la nascita della Convenzione Nazionale, si decise di procedere con la decisione della sorte di Luigi XVI. Alla fine il re venne processato davanti alla Convenzione, divenuta un tribunale, e il 21 gennaio 1793 venne ghigliottinato. Non c'è da dimenticare, però, che in quel periodo la Francia dichiarò guerra anche ad altri paesi, costringendo la popolazione alla leva di massa che provocò un grosso malcontento nelle campagne, aumentando le rivolte specialmente nel dipartimento della Vandea, dove la Costituzione civile del clero aveva già creato scompiglio. La rivolta controrivoluzionaria che ne nacque venne fortemente repressa. La Convenzione istituì il Tribunale Rivoluzionario (reati contro la sovranità popolare) e il Comitato di salute pubblica dominato dai montagnardi. Nel 1793 provò un calmiere per il prezzo massimo delle farine. La sfida tra moderati e radicali giunse al termine quando venne assediata la Convenzione Nazionale e i deputati girondini vennero arrestati e condannati alla ghigliottina. Tra essi anche Brissot. La seconda costituzione: Venne approvata nel 1793 dalla Convenzione, garantendo i diritti di sussistenza, lavoro, istruzione e insurrezione. La sua applicazione venne però rinviata per tutti gli avvenimenti del momento. Sempre nello stesso anno Marat venne ucciso da una donna con tendenze girondine. La lotta politica sempre più forte portò Robespierre a richiamare a Parigi i suoi inviati, particolarmente dediti al processo di scristianizzazione del popolo. Il terrore: Tutto il potere si trovava ormai nelle mani del Comitato di salute pubblica, che esercitava il suo potere sotto il nome di “arrabbiati”. Nel settembre del 1793 si impose un calmiere generale dei prezzi. Inoltre ordinò il reclutamento di massa. Il comitato si servì del Tribunale rivoluzionario e con l'ampliamento della legge dei sospetti, strumenti che vennero chiamati del “Terrore". Il Tribunale rivoluzionario si occupò della condanna di Maria Antonietta. A “capo" del Comitato si trovava Robespierre, inizialmente affiancato da Danton che poi gli si contrappose per via degli eccessi del Terrore. Venne quindi considerato a capo dei cosiddetti “indulgenti”. Tuttavia sia lui che Hébert vennero condannati a morte, Danton con le accuse di indulgenza verso i nemici della rivoluzione e di aver usato la sua carica per arricchirsi. Il periodo di grande violenza che ne seguì fu denominato "Grande Terrore". La fine di Robespierre: Le masse contadine erano contrarie al processo di scristianizzazione che Robespierre stava attuando, e gli hebertisti erano rimasti segnati dalla morte del loro leader. Si andò a creare quindi una vera e propria alleanza contro di lui, che finì in una congiura il 27 luglio del 1794. Il colpo di stato venne definito Termidoro a causa del nuovo calendario rivoluzionario al tempo in voga. Le forze borghesi moderate andarono ad eliminare le esperienze di governo create da Robespierre, e alcune bande di tendenza monarchica iniziarono azioni di violenza contro i giacobini, creando il periodo chiamato Terrore Bianco. Tutte le misure di regolamentazione dei prezzi vennero eliminate e nel 1795 nuove rivolte evidenziarono il malcontento popolare. La terza Costituzione: La Convenzione la approvò nel 1795, rendendo la Francia una repubblica moderata su base liberale. Venne adottato un sistema di elezioni a due turni su base censitaria e venne attuata la divisione dei poteri: quello legislativo era nelle mani del Consiglio dei Cinquecento, quello esecutivo nelle mani del Consiglio degli Anziani e quello giudiziario nelle mani del Direttorio.

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dal punto di vista politico, specialmente nell'attu

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Fin dai suoi primi anni di regno, Luigi XVI dimostrò di essere facilmente influenzabile dal punto di vista politico, specialmente nell'attuare riforme sotto il punto di vista economico. Turgot: Il suo primo controllore generale delle finanze fu Turgot, che sosteneva la necessità di liberalizzare il commercio dei cereali, cosa non concessa precedentemente per fare in modo che ci fossero delle risorse da usare in caso di carestia. Decise di mettere in pratica questa sua idea benché i suoi oppositori fossero convinti che in tal maniera i mercanti non avrebbero venduto i cereali dove serviva, ma solamente nelle zone dove sarebbero stati pagati maggiormente. Alla prima carestia, la popolazione diede la colpa ai mercanti e Turgot perse anche l'appoggio dei proprietari terrieri (avvantaggiati a loro volta dalla sua riforma) introducendo un'imposta sulle terre. Venne licenziato quando propose l'eliminazione delle corvèes, prestazioni di lavoro gratuite che sarebbero quindi mancate ai nobili. Necker: Il suo secondo direttore generale delle finanze fu Necker, fin da subito molto amato dalla popolazione e profondamente contrario ai metodi utilizzati da Turgot. Voleva diminuire le uscite del paese e aumentarne le entrate ma, a causa degli sprechi della nobiltà e anche per i finanziamenti che la Francia garantiva ai coloni americani rivoluzionari, si arrivò a un indebitamento di stato. Venne licenziato dopo aver reso pubblico il bilancio...

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di stato. Calonne: Riuscì a placare l'indebitamento di stato, senza però risolverlo. Il re fu costretto a licenziarlo quando l'aristocrazia si mostrò contraria alle riforme che aveva proposto, come l'introduzione di tasse per clero e nobiltà e l'eliminazione delle dogane interne per favorire il commercio. Gli stati generali: Il parlamento di Parigi, composto da ceti privilegiati, si oppose a buona parte delle riforme economiche, rendendo impossibile la risoluzione dell'indebitamento di stato. Il re assunse nuovamente Necker e, sotto suo consiglio, convocò gli Stati Generali, un'assemblea consultiva e quindi senza un vero potere. Mentre l'elezione dei membri dell'ordine di clero e nobiltà era diretta, per l'elezione del terzo stato si riunivano tutti i capifamiglia borghesi, che eleggevano degli elettori che a loro volta avrebbero eletto i membri del terzo stato. Il parlamento di Parigi decise che anche quella volta si sarebbero riuniti in tre assemblee diverse e che i voti sarebbero stati per ordine e non per testa. Con l'elezione dei membri del terzo stato e la creazione di un quaderno delle lamentele, avanzarono alcune richieste: il passaggio da organo consultivo ad assemblea costituente, l'aumento di membri del terzo stato (avrebbero dovuto essere pari alla somma di membri di clero e nobiltà), il voto per testa e un'unica assemblea. Visto il malcontento degli altri due ordini, il re rifiutò e il terzo stato decise di riunirsi in un'assemblea a parte: l'assemblea nazionale. Con il giuramento della pallacorda, i membri del terzo stato, alcuni del clero povero e i nobili liberali che seguivano La Fayette giurarono di non sciogliere tale assemblea finché non fossero riusciti a dare una costituzione alla Francia.Messo alla stretta, il re decise di far unire anche la restante nobiltà e il restante clero all'assemblea, formando così l'Assemblea Nazionale Costituente. La presa della Bastiglia – 14 luglio 1789: Il re decise di radunare una milizia per far fronte a ciò che era accaduto e mentre anche i membri del terzo stato radunavano una loro milizia per difendersi, il popolo attaccò la Bastiglia, simbolo rivoluzionario in quanto posto di detenzione dei colpevoli di delitto e atti contro lo Stato, conquistandola. Uno dei motivi di tale atto fu l'ennesimo licenziamento di Necker, che il re si vide costretto ad assumere nuovamente. In città, inoltre, si andò a formare la guardia nazionale. Per via di questo primo atto rivoluzionario, nelle campagne iniziarono ad attuarsi delle rivolte che portarono i deputati ad abolire una volta per tutte il sistema feudale e i diritti signorili, rafforzando il concetto di uguaglianza giuridica. La dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Fu approvata nel 1789 su principio illuminista. I punti salienti erano l'affermazione dei diritti naturali dell'uomo, la libertà di stampa e di parola, la trasformazione dei sudditi in cittadini e la presunzione di innocenza. Essa attivò quindi un regime monarchico-costituzionale secondo la decisione dell'assemblea nazionale costituente, che ormai aveva a capo il Partito Patriota, con La Fayette e il conte di Mirabeau che sosteneva la necessità di dividere i poteri. Con l'allontanamento di molti nobili, che scappavano nei paesi limitrofi per poter chiedere aiuto militare e ritornare a un regime monarchico assoluto, il re iniziò a opporsi a ogni iniziativa dell'assemblea.La fiducia verso il sovrano era bassa, e lo divenne ancora di più quando al popolo giunse voce che stesse radunando un esercito contro la rivoluzione. Il 5 ottobre 1789 migliaia di donne marciarono su Versailles con la richiesta del pane e, il giorno successivo, il sovrano fu costretto a tornare a Parigi, sotto il controllo del popolo. I club: I rivoluzionari iniziarono a riunirsi in dei club, vedendosi anche in altri contesti oltre che nell'assemblea, e a fine 1789 si creò la Società degli amici della Costituzione, i cui membri erano chiamati giacobini, uomini appartenenti a tutte le idee politiche rivoluzionarie. Si divisero però in foglianti, ovvero monarchici moderati, e in cordiglieri, repubblicani radicali. I maggiori esponenti dei cordiglieri furono Danton e Marat. Confisca dei beni del clero: Tra le innumerevoli motivazioni per cui venne attuata troviamo la necessità di far fronte ai debiti dello Stato, sempre presenti. Il clero vantava di molte terre a cui proprietari terrieri e borghesi erano interessati, motivo per cui vennero messe in vendita attraverso gli assegnati, beni del Tesoro che venivano messi all'asta. Ne vennero, però, stampati troppi e assunsero il valore di cartamoneta fino, poi, a perderlo del tutto, generando un processo di inflazione. La confisca, inoltre, portò a una divisione politica all'interno del clero, aumentata dalla nascita della Costituzione del clero, che fece divenire tutti gli appartenenti al clero dei veri e propri funzionari di Stato. Per esserlo c'era bisogno di giurare fedeltà alla costituzione, ma solo pochi soggetti lo fecero (costituzionali) e chi rifiutò venne chiamato refrattario. La prima costituzione - 3 settembre 1791: Con il tentativo di fuga del re, fortunatamente evitato, e la strage di cordiglieri al Campo di Marte a Parigi, l’'assemblea nazionale costituente istituì la prima Costituzione francese. Limitava il potere del re a capo del potere esecutivo, istituendo il resto all'assemblea legislativa. Tuttavia il regime costituzionale-monarchico, specialmente dopo la fuga del re, si dimostrò essere un fallimento, generando poca fiducia da parte del popolo. Quando i membri dell'assemblea legislativa vennero eletti, i deputati risultarono essere per la maggior parte borghesi e, visto il suffragio ristretto su base censitaria, gli aventi diritto al voto fecero vincere i moderati, presenti in gran numero rispetto ai radicali. Tra i radicali si distinsero i girondini, gruppi di persone con a capo Brissot che appartenevano allo schieramento dei cordiglieri e dei giacobini. Essi erano repubblicani, liberali (diritti inalienabili e libertà civili) e federali (favoriscono l'unione). Fu proprio in questo periodo che nacque il concetto di destra, centro e sinistra politica. Nacque inoltre un altro gruppo, quello degli hebertisti, ovvero seguaci di Hébert (cordigliere) durante le rivolte dovute alla perdita di valore degli assegnati. La guerra: Lo sviluppo della rivoluzione e la caduta della monarchia assoluta aveva destato una certa preoccupazione nei confronti degli altri sovrani europei. Tra i paesi particolarmente toccati anche dal flusso migratorio di aristocratici francesi scappati dal loro paese, c'era l'Austria, il cui governo aveva iniziato a minacciare l'invasione della Francia se non fosse stato subito ripristinato l'assolutismo. Robespierre e i suoi seguaci erano fortemente convinti che una guerra avrebbe mandato all'aria la rivoluzione, mentre altri rivoluzionari, tra cui Brissot, erano certi che una guerra avrebbe unito ancora di più il paese. Nel 1792 venne dichiarata guerra all'Austria e la Prussia divenne sua alleata. I cittadini francesi iniziarono a farsi reclutare, prendendo il nome di federati. I Sanculotti: Vista la pressione dovuta all'invasione austriaca su vari fronti, il 10 agosto 1792 ci fu un'insurrezione guidata dai sanculotti, sostenitori dell'uguaglianza giuridica e sociale. Tale rivolta portò all'assalto del palazzo dove si teneva l'Assemblea Legislativa, il re tentò di nascondersi tra i deputati, ma venne scoperto e il suo potere venne sospeso. Nacque la Comune Insurrezionale e la Convenzione Nazionale (per sceglierne i membri si decise di fare delle elezioni a suffragio universale maschile, ma a votare fu solo il 10% degli aventi diritto), all'interno della quale emersero i girondini e il gruppo dei montagnardi (deputati radicali con a capo Robespierre, Marat e Danton). La Condanna e la rivolta della Vandea: Con la nascita della Convenzione Nazionale, si decise di procedere con la decisione della sorte di Luigi XVI. Alla fine il re venne processato davanti alla Convenzione, divenuta un tribunale, e il 21 gennaio 1793 venne ghigliottinato. Non c'è da dimenticare, però, che in quel periodo la Francia dichiarò guerra anche ad altri paesi, costringendo la popolazione alla leva di massa che provocò un grosso malcontento nelle campagne, aumentando le rivolte specialmente nel dipartimento della Vandea, dove la Costituzione civile del clero aveva già creato scompiglio. La rivolta controrivoluzionaria che ne nacque venne fortemente repressa. La Convenzione istituì il Tribunale Rivoluzionario (reati contro la sovranità popolare) e il Comitato di salute pubblica dominato dai montagnardi. Nel 1793 provò un calmiere per il prezzo massimo delle farine. 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Il comitato si servì del Tribunale rivoluzionario e con l'ampliamento della legge dei sospetti, strumenti che vennero chiamati del “Terrore". Il Tribunale rivoluzionario si occupò della condanna di Maria Antonietta. A “capo" del Comitato si trovava Robespierre, inizialmente affiancato da Danton che poi gli si contrappose per via degli eccessi del Terrore. Venne quindi considerato a capo dei cosiddetti “indulgenti”. Tuttavia sia lui che Hébert vennero condannati a morte, Danton con le accuse di indulgenza verso i nemici della rivoluzione e di aver usato la sua carica per arricchirsi. Il periodo di grande violenza che ne seguì fu denominato "Grande Terrore". La fine di Robespierre: Le masse contadine erano contrarie al processo di scristianizzazione che Robespierre stava attuando, e gli hebertisti erano rimasti segnati dalla morte del loro leader. Si andò a creare quindi una vera e propria alleanza contro di lui, che finì in una congiura il 27 luglio del 1794. Il colpo di stato venne definito Termidoro a causa del nuovo calendario rivoluzionario al tempo in voga. Le forze borghesi moderate andarono ad eliminare le esperienze di governo create da Robespierre, e alcune bande di tendenza monarchica iniziarono azioni di violenza contro i giacobini, creando il periodo chiamato Terrore Bianco. Tutte le misure di regolamentazione dei prezzi vennero eliminate e nel 1795 nuove rivolte evidenziarono il malcontento popolare. La terza Costituzione: La Convenzione la approvò nel 1795, rendendo la Francia una repubblica moderata su base liberale. Venne adottato un sistema di elezioni a due turni su base censitaria e venne attuata la divisione dei poteri: quello legislativo era nelle mani del Consiglio dei Cinquecento, quello esecutivo nelle mani del Consiglio degli Anziani e quello giudiziario nelle mani del Direttorio.